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Il Cielo di Ottobre 2026
I dati si riferiscono alla latitudine di BOLOGNA:
Lat 44° 30' 27" N, Long 11° 21' 5" E
Gli orari sono espressi in tempo civile locale.
Costellazioni | Sole | Luna | Pianeti | Mercurio | Venere | Marte | Giove | Saturno | Urano | Nettuno | Passaggi della ISS
Fenomeno del mese: giovedì 22 ottobre: picco dello sciame meteorico delle Orionidi
Calendario dei principali fenomeni celesti di ottobre 2026
Costellazioni
La mappa rappresenta il cielo alle 23.00 del 15 ottobre. |
| -- Immagine: www.heavens-above.com/ -- |
Sole
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ORARI DI |
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| 1 | 15 | 31 | |
| GIO | GIO | SAB | |
| Sorge | 07.12 | 07.30 | 06.51 |
| Tramonta | 18.55 | 18.30 | 17.05 |
| -- Fonte: USNO Data Services -- | |||
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11h43m il 1° ottobre Al termine dei 31 giorni del decimo mese dell’anno, abbiamo 1 ora e 29 minuti in meno di luce. |
Luna
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| -- Immagine: https://stellarium.org/it/ -- |
| FASI LUNARI |
Ultimo Quarto Sorge alle 23.37 | Tramonta alle 15.10 |
Nuova Sorge alle 07.07 | Tramonta alle 18.14 |
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Primo Quarto Sorge alle 14.56 | Tramonta alle 23.48 |
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Piena Sorge alle 16.58 | Tramonta alle 07.06 |
| -- Fonte: USNO Data Services -- |
| PERIGEO E APOGEO LUNARI | ||
| Perigeo 01/10 alle 22.42 | 369.336 km |
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| Apogeo 17/10 alle 00.57 | 404.638 km |
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| -- Fonte: astronomia.cloud –- |
Pianeti
-- Immagine: www.storiedelcielo.it --
| I pianeti visibili a occhio nudo sono Venere, Marte, Giove, Saturno e Mercurio. Quest’ultimo però, essendo il più vicino al Sole, è distinguibile solo per breve tempo e, o durante il crepuscolo del mattino, quando precede l’alba del Sole, o durante quello serale quando segue la stella nel suo tramonto. Proprio per il fatto di essere in qualche modo immerso nella luce solare, non è un pianeta agevole da osservare e per la sua visione spesso si consiglia l’uso di uno strumento (binocolo o telescopio con filtro solare). |
| Dei quattro pianeti principali, Venere va in congiunzione inferiore il 24 e non si vede per tutto il mese. Marte e Giove invece si vedono sempre più a lungo nelle ore che precedono l’alba e anticipano la loro levata nei dintorni della mezzanotte sul finire del mese. Saturno infine domina nel firmamento dal tramonto al sorgere del Sole grazie all’opposizione del 4. |
Mercurio
Mercurio si trova nella Vergine fino al 7, quando si trasferisce nella Bilancia. Si muove dunque nelle stesse costellazioni del Sole e, anche se la nostra stella rimane nella Vergine per quasi tutto il mese, non è sufficiente per consentirci di vedere Mercurio. E non basta nemmeno la massima elongazione est del 12, quando Mercurio si separa prospetticamente dal Sole di 25,2°, perché al tramonto l’eclittica è poco inclinata rispetto all’orizzonte e Mercurio rimane pertanto basso e perso nell’alone luminoso del Sole. Dobbiamo attendere la prossima elongazione massima di novembre per vedere Mercurio prima dell’alba. |
| -- Immagine: https://stellarium.org/it/ -- |
Venere
Venere è stabile nella Vergine, la costellazione che ospita anche il Sole. Con la nostra stella Venere va in congiunzione inferiore il 24. In questa configurazione, Venere si interpone fra la Terra e il Sole, inaugurando la fase nuova, motivo per cui anche in ottobre non è visibile. Torneremo a vedere il pianeta il mese prossimo a est prima dell’alba. |
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Levata, transito e tramonto di Venere Costellazione Magnitudine Diametro angolare Percentuale illuminata Distanza dalla Terra al transito |
| -- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- |
Marte
Marte è osservabile nella seconda parte della notte e sempre più a lungo: a inizio ottobre a partire dall’1.30 circa e alla fine già dalla mezzanotte. Si offre da est a sud-est nella costellazione del Cancro dove rimane fino al 30, quando si trasferisce nel Leone. Prima dell’alba, Marte fa in tempo ad alzarsi notevolmente dall’orizzonte e con la sua luce ambrata di magnitudine fra 1,05 e 0,86, splende insieme alle brillanti stelle invernali sparse più a ovest. Più a est invece lo segue Giove, verso cui si sta dirigendo. Marte è un punto che si impone sempre più nel cielo, sia per luminosità che per dimensioni apparenti; il suo diametro angolare infatti cresce del 15,6%, salendo da 5,63” a 6,51”. Prima dell’alba di lunedì 5, possiamo vederlo vicino alla congiunzione con la Luna, sotto forma di falce calante, e al tempo stesso in un raggruppamento grazie all’ammasso aperto del Presepe (M44) che brilla circa 3-4° più a sud-est. Col Presepe, Marte va in una stretta congiunzione domenica 11, uno spettacolo unico in cui il pianeta rosso si muove immerso nel ricco ammasso stellare. |
| -- Immagine: https://stellarium.org/it/ -- |
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Levata, transito e tramonto di Marte Costellazione Magnitudine Diametro angolare Percentuale illuminata Distanza dalla Terra al transito |
| -- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- |
Giove
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Levata, transito e tramonto di Giove Costellazione Magnitudine Diametro angolare Percentuale illuminata Distanza dalla Terra al transito |
| -- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- |
Saturno
Saturno è il protagonista della notte: domenica 4 va in opposizione al Sole, si trova cioè diametralmente opposto alla nostra stella, con cui in linea di massima scambia gli orari di levata e di tramonto. Saturno si vede così lungo tutta la sua parabola celeste che lo porta da est a ovest, passando per il sud dove culmina nella fascia oraria a cavallo della mezzanotte. L’opposizione è il momento migliore per osservare il pianeta, non solo per la massima permanenza sull’orizzonte, ma anche per la luminosità che arriva a 0,32 magnitudini e per il diametro angolare che il 4 si estende a 19,70”. All’opposizione Saturno è anche al massimo splendore e per quest’anno più vicino che mai, distando 8,434 UA dalla Terra. Questo è dunque il periodo migliore per osservare il pianeta più sorprendente del Sistema Solare che la sera di sabato 24, quando è ancora a oriente, brilla circa 7° a sud della Luna quasi piena con cui si trova in congiunzione. Saturno si trova appena oltre il confine dei Pesci, già nel perimetro della Balena, costellazione non zodiacale ma che a nord è sfiorata dall’eclittica, e vi resterà fino a febbraio 2027. |
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Levata, transito e tramonto di Saturno Costellazione Magnitudine Diametro angolare Percentuale illuminata Distanza dalla Terra al transito |
| -- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- |
Urano
Urano, insieme a Saturno e a Nettuno, domina per durata di osservabilità. Dei tre pianeti è l’ultimo ad andare all’opposizione che avverrà sul finire di novembre, ma già da ottobre si vede per quasi tutta la notte. È stabile nel Toro, fra le Pleiadi e Aldebaran; brilla con 5,6 magnitudini, una luminosità potenzialmente accessibile all’occhio, ma a condizione di avere un cielo completamente buio. In ottobre si trova due volte in congiunzione con la Luna, giovedì 1 e mercoledì 28, ma in entrambe le occasioni il nostro satellite ha un’alta illuminazione che, specialmente il 28, complica l’osservazione del pianeta. |
| -- Immagine: https://stellarium.org/it/ -- |
Nettuno
Nettuno beneficia ancora dell’opposizione di fine settembre e, come Urano, è visibile per gran parte della notte nella costellazione dei Pesci dove brilla con magnitudine 7,7. Sabato 24 si trova in congiunzione con la Luna ma, essendo il nostro satellite imminente alla fase piena, col suo bagliore ostacola notevolmente la visione del debole pianeta. |
Passaggi della ISS
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Venerdì 16 attorno alle 7.00, è possibile vedere un lungo passaggio della ISS di oltre sei minuti e mezzo da sud-ovest a nord-est. La Stazione Spaziale raggiunge la magnitudine di -3,7 e attraversa il Toro, dove sfiora Aldebaran e Beta Tau, la stella sul corno settentrionale in comune con l’Auriga; costeggia poi il Grande Carro e tramonta nel Bootes. Dopo le 6.00 di sabato 17, la ISS si muove sempre da sud-ovest a nord-est, toccando la magnitudine di -3,3 e, in circa cinque minuti e mezzo, attraversa le costellazioni di Orione, di cui ne taglia la cintura, prosegue per la regione fra i Gemelli e il Cane Minore, il Cancro, dove passa vicino a Marte e, dopo aver costeggiato a nord il Leone, tramonta nei Cani da Caccia. Martedì 20, attorno alle 7.00, la ISS con magnitudine -2,4 è visibile per quasi sei minuti da ovest a est. Attraversa la costellazione di Andromeda nei pressi dell’omonima galassia (M31), prosegue per Cassiopea, Cefeo, il Drago e tramonta infine fra il Bootes e la Corona Boreale. Lunedì 26, alle 6.00 circa, la ISS è visibile per oltre sei minuti da nord-ovest a est con magnitudine minima di -2,5. Sorge in Andromeda e prosegue per Cassiopea e Cefeo, costeggia il Piccolo Carro e tramonta nel Bootes vicino ad Arturo. Un passaggio simile ma più luminoso che arriva a -3,4 magnitudini, è quello di mercoledì 28 sempre attorno alle 6.00, quando la Stazione Spaziale impiega oltre sei minuti e mezzo per attraversare il cielo da nord-ovest a sud-est. Sorge in Andromeda, prosegue nella regione fra Cassiopea e Cefeo, per il Grande Carro e, dopo aver attraversato la Chioma di Berenice, tramonta nella Vergine vicino a Venere. Di muovo alle 6.00 circa di venerdì 30, la ISS ci offre un altro lungo e luminoso passaggio di quasi sei minuti e mezzo da nord-ovest a sud-est, raggiungendo una magnitudine di -3,5. Durante il suo percorso, attraversa il Toro passando vicino alle Pleiadi e sfiorando Zeta Tau, la stella sul corno meridionale, sopra la quale splende la Luna dalla costellazione dei Gemelli; la ISS prosegue poi per il Cane Minore passando accanto a Procione e tramonta nell’Idra dopo aver sfiorato Alphard, l’astro più brillante dell’Idra. Verso le 5.30 di sabato 31 infine, la ISS diventa luminosissima arrivando a -3,9 magnitudini e possiamo vederla per oltre quattro minuti da nord-ovest a sud-est nel tragitto che la porta da Perseo, dove sorge, all’Auriga, dove passa vicino a Capella e infine al Leone, dove passa vicino a Marte e Giove e a seguire sfiora Regolo.
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| Immagine: https://images.nasa.gov/ |
| -- Dati da: Heavens-Above, epoca 18/09/2026 -- |
Fenomeno del mese: giovedì 22 ottobre: picco dello sciame meteorico delle Orionidi
A ogni passaggio al perielio, questo grande nucleo cometario ghiacciato lungo 11 km, rilascia gas e polveri, disseminando nello spazio una scia di detriti. Quando questa regione viene attraversata dalla Terra, si anima delle tanto entusiasmanti scintille: sono le stelle cadenti, minuscole particelle di cometa che quando si scontrano con le molecole dell'atmosfera terrestre, bruciano e producono in cielo improvvise scie luminose. Le “briciole” della cometa di Halley in particolare si scontrano molto violentemente con la nostra atmosfera, per via della loro alta velocità: viaggiano infatti a 66 km/s, in pratica farebbero il giro della Terra in poco più di mezzo secondo! Impatti a queste velocità sprigionano più calore e quindi le Orionidi possono rivelarsi meteore particolarmente appariscenti. A influenzarne la luminosità intervengono comunque anche le dimensioni delle particelle cometarie, così come lo spessore atmosferico che attraversano e la loro composizione chimica, ma generalmente le Orionidi sono stelle cadenti brillanti. Questo pregio compensa la loro frequenza che invece non è particolarmente alta, al picco si attendono 20 meteore all’ora, un valore puramente teorico che nella realtà si riduce drasticamente. Quest’anno la notte di massima intensità è quella di giovedì 22. La Luna è all’80% di illuminazione e il cielo quindi non è immerso nell’oscurità necessaria per intercettare facilmente le stelle cadenti; tramonta però alle 3.00 e lascia così il palco alle Orionidi per le quali, come per tutte le meteore, l’osservazione più fruttuosa è proprio nelle ore che precedono l’alba. Alle 3.00 il radiante, il punto da cui sembrano diramarsi e che risiede nella costellazione di Orione, è già alto nel cielo sudorientale, mentre attorno alle 5.30 culmina, condizione ottimale per dedicarsi alle stelle cadenti. Le Orionidi iniziano il loro periodo di attività il 2 ottobre e lo terminano il 7 novembre. Quest’anno poi sono accompagnate da Marte e da Giove, che sorgono nella seconda parte della notte e aggiungono un tocco di magia a quella metà di cielo dove splendono le fulgenti stelle invernali: uno scenario perfetto per perdersi nella volta celeste. |
| -- Immagine: https://stellarium.org/it/ | www.storiedelcielo.it -- |
Calendario dei principali fenomeni celesti di ottobre 2026
| GIORNO | ORA | EVENTO | |
|---|---|---|---|
| GIO | 1 | 01.09 | Saturno al massimo splendore (m 0,32) |
| 06.17 | Congiunzione Luna (76%) - Urano 5,4°N, visibile a sud-ovest |
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| 06.28 | Raggruppamento Luna (76%), Urano e Pleiadi visibile a sud-ovest |
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| 22.42 | Luna al perigeo (369.336 km) | ||
| SAB | 3 | 10.24 | Saturno alla minima distanza dalla Terra (8,434 UA) |
| 15.25 | Luna all'ultimo quarto | ||
| DOM | 4 | 13.51 | Saturno all'opposizione |
| 15.06 | Congiunzione Luna (43%) - Polluce 3,8°S, visibile a sud-est prima dell'alba |
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| LUN | 5 | 07.31 | Congiunzione Luna (31%) - Marte 1,2°N, visibile a sud-est prima dell'alba |
| 13.30 | Raggruppamento Luna (32%), Marte e Presepe visibile a sud-est prima dell'alba |
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| 13.53 | Congiunzione Luna (32%) - Presepe 0,6°N, visibile a sud-est prima dell'alba |
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| MAR | 6 | 12.16 | Congiunzione Luna (22%) - Giove 0,2°N, visibile a est prima dell'alba |
| MER | 7 | 05.37 | Congiunzione Luna (13%) - Regolo 0,6°S, visibile a est |
| GIO | 8 | 20.52 | Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km) |
| SAB | 10 | 17.50 | Luna nuova |
| DOM | 11 | 16.16 | Congiunzione Marte - Presepe 0,1°S, visibile a sud-est prima dell'alba |
| LUN | 12 | 11.51 | Mercurio alla massima elongazione est (25,2°) |
| MER | 14 | 23.09 | Congiunzione Luna (16%) - Antares 0,4°S, visibile con molta difficoltà a sud-ovest subito dopo il tramonto |
| SAB | 17 | 00.57 | Luna all'apogeo (404.638 km) |
| 18/19 | Mercurio all'ultimo quarto | ||
| DOM | 18 | 18.12 | Luna al primo quarto |
| MER | 21 | 18.55 | Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km) |
| GIO | 22 | 03.00 | Picco dello sciame meteorico delle Orionidi (ZHR 20), orario indicativo |
| VEN | 23 | 13.26 | Venere in fase nuova |
| 19.48 | Venere alla minima distanza dalla Terra (39.544 Mkm) | ||
| SAB | 24 | 05.15 | Congiunzione Luna (94%) - Nettuno 4,8°N, visibile a ovest fin verso le 5.00 |
| 06.27 | Venere in congiunzione inferiore | ||
| 19.39 | Congiunzione Luna (97%) - Saturno 6,8°N, visibile a est |
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| DOM | 25 | 03.00 | Passaggio all'ora solare |
| LUN | 26 | 05.12 | Luna piena |
| MER | 28 | 02.46 | Congiunzione Luna (95%) - Pleiadi 1,0°N, visibile a sud-ovest |
| 11.23 | Congiunzione Luna (95%) - Urano 5,2°N, visibile a ovest prima dell'alba |
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| 19.02 | Luna al perigeo (364.410 km) | ||
| SAB | 31 | 19.39 | Congiunzione Luna (60%) - Polluce 4,0°S, visibile a est dalle 22.45 |
-- Fonti: astronomia.cloud | Stellarium | https://www.timeanddate.com/astronomy/planets/distance –
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La permanenza del Sole al di sopra dell’orizzonte è di:



Mercurio si trova nella Vergine fino al 7, quando si trasferisce nella Bilancia. Si muove dunque nelle stesse costellazioni del Sole e, anche se la nostra stella rimane nella Vergine per quasi tutto il mese, non è sufficiente per consentirci di vedere Mercurio. E non basta nemmeno la massima elongazione est del 12, quando Mercurio si separa prospetticamente dal Sole di 25,2°, perché al tramonto l’eclittica è poco inclinata rispetto all’orizzonte e Mercurio rimane pertanto basso e perso nell’alone luminoso del Sole. Dobbiamo attendere la prossima elongazione massima di novembre per vedere Mercurio prima dell’alba.
Venere è stabile nella Vergine, la costellazione che ospita anche il Sole. Con la nostra stella Venere va in congiunzione inferiore il 24. In questa configurazione, Venere si interpone fra la Terra e il Sole, inaugurando la fase nuova, motivo per cui anche in ottobre non è visibile. Torneremo a vedere il pianeta il mese prossimo a est prima dell’alba.
Marte è osservabile nella seconda parte della notte e sempre più a lungo: a inizio ottobre a partire dall’1.30 circa e alla fine già dalla mezzanotte. Si offre da est a sud-est nella costellazione del Cancro dove rimane fino al 30, quando si trasferisce nel Leone. Prima dell’alba, Marte fa in tempo ad alzarsi notevolmente dall’orizzonte e con la sua luce ambrata di magnitudine fra 1,05 e 0,86, splende insieme alle brillanti stelle invernali sparse più a ovest. Più a est invece lo segue Giove, verso cui si sta dirigendo. Marte è un punto che si impone sempre più nel cielo, sia per luminosità che per dimensioni apparenti; il suo diametro angolare infatti cresce del 15,6%, salendo da 5,63” a 6,51”. Prima dell’alba di lunedì 5, possiamo vederlo vicino alla congiunzione con la Luna, sotto forma di falce calante, e al tempo stesso in un raggruppamento grazie all’ammasso aperto del Presepe (M44) che brilla circa 3-4° più a sud-est. Col Presepe, Marte va in una stretta congiunzione domenica 11, uno spettacolo unico in cui il pianeta rosso si muove immerso nel ricco ammasso stellare.
Saturno è il protagonista della notte: domenica 4 va in opposizione al Sole, si trova cioè diametralmente opposto alla nostra stella, con cui in linea di massima scambia gli orari di levata e di tramonto. Saturno si vede così lungo tutta la sua parabola celeste che lo porta da est a ovest, passando per il sud dove culmina nella fascia oraria a cavallo della mezzanotte. L’opposizione è il momento migliore per osservare il pianeta, non solo per la massima permanenza sull’orizzonte, ma anche per la luminosità che arriva a 0,32 magnitudini e per il diametro angolare che il 4 si estende a 19,70”. All’opposizione Saturno è anche al massimo splendore e per quest’anno più vicino che mai, distando 8,434 UA dalla Terra. Questo è dunque il periodo migliore per osservare il pianeta più sorprendente del Sistema Solare che la sera di sabato 24, quando è ancora a oriente, brilla circa 7° a sud della Luna quasi piena con cui si trova in congiunzione. Saturno si trova appena oltre il confine dei Pesci, già nel perimetro della Balena, costellazione non zodiacale ma che a nord è sfiorata dall’eclittica, e vi resterà fino a febbraio 2027.
Urano, insieme a Saturno e a Nettuno, domina per durata di osservabilità. Dei tre pianeti è l’ultimo ad andare all’opposizione che avverrà sul finire di novembre, ma già da ottobre si vede per quasi tutta la notte. È stabile nel Toro, fra le Pleiadi e Aldebaran; brilla con 5,6 magnitudini, una luminosità potenzialmente accessibile all’occhio, ma a condizione di avere un cielo completamente buio. In ottobre si trova due volte in congiunzione con la Luna, giovedì 1 e mercoledì 28, ma in entrambe le occasioni il nostro satellite ha un’alta illuminazione che, specialmente il 28, complica l’osservazione del pianeta.
Nettuno beneficia ancora dell’opposizione di fine settembre e, come Urano, è visibile per gran parte della notte nella costellazione dei Pesci dove brilla con magnitudine 7,7. Sabato 24 si trova in congiunzione con la Luna ma, essendo il nostro satellite imminente alla fase piena, col suo bagliore ostacola notevolmente la visione del debole pianeta.