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Il Cielo di Gennaio 2026
I dati si riferiscono alla latitudine di BOLOGNA:
Lat 44° 30' 27" N, Long 11° 21' 5" E
Gli orari sono espressi in tempo civile locale.
Costellazioni | Sole | Luna | Pianeti | Mercurio | Venere | Marte | Giove | Saturno | Urano | Nettuno | Passaggi della ISS
Fenomeni del mese: sabato 3 gennaio: Superluna | sabato 3 gennaio: sciame meteorico delle Quadrantidi | sabato 3 gennaio: cometa 24P/Schaumasse alla minima distanza dalla Terra
Calendario dei principali fenomeni celesti di gennaio 2026
Costellazioni
La mappa rappresenta il cielo alle 23.00 del 15 gennaio. |
| -- Immagine: www.heavens-above.com/ -- |
Sole
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ORARI DI |
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| 1 | 15 | 31 | |
| GIO | GIO | SAB | |
| Sorge | 07.51 | 07.47 | 07.34 |
| Tramonta | 16.45 | 17.01 | 17.22 |
| -- Fonte: USNO Data Services -- | |||
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08h54m il 1° gennaio Al termine dei 31 giorni del primo mese dell’anno, abbiamo 54 minuti in più di luce. |
Luna
Il ciclo lunare inizia sabato 3 gennaio con la Luna piena che è la prima Superluna dell’anno; sabato 10 va all’ultimo quarto, mentre domenica 18 diventa nuova; chiude il mese lunedì 26 al primo quarto.Giovedì 1 il nostro satellite va al perigeo, il punto della sua orbita più vicino alla Terra che, a 360.347 km, è il perigeo più lontano del 2026, fra i tre che danno origine a una Superluna (piena); martedì 13 invece va all’apogeo, il punto più distante dalla Terra, mentre giovedì 29, la Luna fa in tempo a tornare al perigeo che ora dista 365.877 km. Vediamo ora i principali appuntamenti della Luna con stelle, ammassi e pianeti, mentre per l’elenco completo degli eventi si rimanda al calendario a fine pagina. La Superluna di sabato 3 splende nella costellazione dei Gemelli dove, qualche grado più sotto al nostro satellite, brilla Giove e, insieme a Polluce più a est, dà vita a un luminoso raggruppamento. A partire dalle 21.30 di martedì 6, la Luna ancora tondeggiante, sorge insieme a Regolo, la stella principale del Leone, che la precede nella levata. Prima dell’alba di mercoledì 14 in direzione sud-est, la Luna si prepara alla congiunzione serale con Antares, a cui volge la sua sottile falce quasi sovrapponendosi a Eta Sco, la stella più meridionale della triade che forma le chele dello Scorpione. La sera di venerdì 23, tocca invece a Saturno ricevere la luce della Luna che, sotto forma di spicchio crescente, splende sul pianeta in direzione sud-ovest. Al telescopio, possiamo vedere anche Nettuno, che brilla in mezzo alla coppia formando così anche un raggruppamento. Dopo il tramonto di martedì 27 infine, la Luna ha da poco superato il primo quarto e splende alta in direzione sud, formando un raggruppamento con le Pleiadi e Urano, lasciandoli entrambi dalla parte del suo disco in ombra e con in quali va in congiunzione durante la serata. |
| -- Immagine: https://stellarium.org/it/ -- |
| FASI LUNARI |
Piena SUPERLUNA Sorge alle 16.39 | Tramonta alle 08.14 |
Ultimo Quarto Non sorge nelle 24H | Tramonta alle 11.15 |
Nuova orge alle 07.53 | Tramonta alle 16.33 |
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Primo Quarto Sorge alle 10.55 | Non tramonta nelle 24H |
| -- Fonte: USNO Data Services -- |
| PERIGEO E APOGEO LUNARI |
| Perigeo SUPERLUNA 04/01 alle 12.05 | 356.961 km |
| Apogeo 17/01 alle 07.08 | 406.322 km |
| Perigeo 29/01 alle 22.54 | 365.877 km |
| -- Fonte: astronomia.cloud –- |
Pianeti
-- Immagine: www.storiedelcielo.it --
| I pianeti visibili a occhio nudo sono Venere, Marte, Giove, Saturno e Mercurio. Quest’ultimo però, essendo il più vicino al Sole, è distinguibile solo per breve tempo e, o durante il crepuscolo del mattino, quando precede l’alba del Sole, o durante quello serale quando segue la stella nel suo tramonto. Proprio per il fatto di essere in qualche modo immerso nella luce solare, non è un pianeta agevole da osservare e per la sua visione spesso si consiglia l’uso di uno strumento (binocolo o telescopio con filtro solare). |
| Dei quattro pianeti principali, il cielo di gennaio ospita soltanto Saturno e Giove, il quale sabato 10 va all’opposizione e si offre così per tutta la notte al massimo del suo fulgore. Venere e Marte sono invece prospetticamente sempre più vicini al Sole e in particolare, Venere va in congiunzione superiore il 6, mentre Marte va in congiunzione il 9, toccando l’apice della sua invisibilità che dura ormai da diversi mesi. |
Mercurio
Mercurio, pianeta crepuscolare e quasi sempre sfuggente, si trova nel Sagittario insieme a Venere, a Marte e al Sole, col quale va in congiunzione superiore mercoledì 21. Dalla prospettiva terrestre, significa che è in fase piena ma, a differenza di quanto ci si aspetterebbe, non è visibile perché è dietro la nostra stella. Mercurio in realtà, con un’elongazione che in gennaio arriva al massimo a 11°, non riesce a emergere dall’abbaglio solare e di fatto non è osservabile per tutto il mese. Dobbiamo attendere la metà di febbraio per iniziare a distinguerlo nella luce del tramonto. Martedì 6 invece, l’inseparabile compagno del Sole, se ne allontana raggiungendo l’afelio, il punto della sua orbita alla maggior distanza, pari a 70 milioni di chilometri. |
Venere
Venere dimora fino a oltre la metà di gennaio nel Sagittario, dove brillano anche il Sole, Mercurio e Marte. Con la nostra stella, Venere va in congiunzione superiore martedì 6, due settimane prima di Mercurio, e in questa configurazione il Sole si interpone fra noi e il pianeta, impedendoci così di vederlo. Venere sorge e tramonta col Sole dal quale, alla fine di gennaio, si distanzia prospetticamente di 6°, separazione destinata ad accentuarsi e che svela gradualmente il “cambio d’abito” cui si sta preparando il pianeta più luminoso del Sistema Solare: dopo settimane di invisibilità Venere tornerà in marzo a impreziosire i tramonti, non più come Lucifero, l’astro del mattino, ma come Vespero, la “stella” della sera. |
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Levata, transito e tramonto di Venere Costellazione Magnitudine Diametro angolare Percentuale illuminata Distanza dalla Terra al transito |
| -- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- |
Marte
Marte condivide la costellazione del Sagittario con Venere, Mercurio e il Sole ed è l’ultimo a lasciarla il 23 quando passa nel Capricorno. Durante la prima decade di gennaio, i due pianeti Marte e Venere sono prospetticamente molto vicini al Sole, col quale vanno in congiunzione: Venere il 6 (congiunzione superiore) e Marte venerdì 9, quando la sua elongazione si riduce a soli 56’. Il pianeta rosso è alla sua massima invisibilità e la lunga assenza dal firmamento, esclusiva di Marte, ha colpito profondamente l’immaginazione degli antichi al punto da entrare nel mito, in particolare quello omerico della botte degli Aloadi. Questi ultimi, una coppia di giganti figli di Aloeo, rinchiusero Marte in una botte per tredici mesi, uno strano racconto che tale rimane se non si conosce il suo significato nascosto. Con questo episodio infatti, la mitologia greca ha voluto interpretare la sparizione del pianeta, quantificandola in tredici mesi, un numero dalla valenza astronomica, essendo esattamente la metà del suo periodo sinodico, a sua volta il tempo che intercorre fra due opposizioni e che mediamente è di 26 mesi.A scoprire questo legame tra mito e cielo è stato l’astrofisico Paolo Colona che ha presentato il suo interessantissimo studio al Congresso Nazionale UAI di Prato nel 2016. |
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Levata, transito e tramonto di Marte Costellazione Magnitudine Diametro angolare Percentuale illuminata Distanza dalla Terra al transito |
| -- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- |
Giove
| -- Immagine: https://stellarium.org/it/ -- |
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Levata, transito e tramonto di Giove Costellazione Magnitudine Diametro angolare Percentuale illuminata Distanza dalla Terra al transito |
| -- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- |
Saturno
Saturno brilla nell’Aquario vicino al confine coi Pesci, costellazione in cui si trasferisce il 15 per un lungo soggiorno che durerà fino all’inizio di settembre. Con i suoi inconfondibili anelli, il pianeta appare a sud-ovest dopo il tramonto e si riconosce facilmente, perché si trova in un’area di poche stelle e non particolarmente evidenti. Saturno è l’unico punto che spicca insieme alla stella Fomalhaut, l’astro principale del Pesce Australe, con cui condivide la prima classe di luminosità e che rimane molto basso sull’orizzonte. Possiamo osservare Saturno per quattro o cinque ore e in particolare, la sera di venerdì 23 una pittoresca falce di Luna lo accompagna dopo la congiunzione diurna. |
| -- Immagine: https://stellarium.org/it/ -- |
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Levata, transito e tramonto di Saturno Costellazione Magnitudine Diametro angolare Percentuale illuminata Distanza dalla Terra al transito |
| -- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- |
Urano
Urano è un puntino quasi di sesta magnitudine, che rischia di passare inosservato in mezzo alle tante stelle brillanti del cielo invernale. Urano si nasconde sotto le Pleiadi, l’appariscente ammasso del Toro a cui difficilmente ci volgeremmo con l’intento di cercare un pianeta. Eppure le Pleiadi, oltre a essere estasi per gli occhi, in questi mesi sono un utilissimo riferimento per trovare e osservare Urano, che in gennaio si concede dal tramonto fino a notte fonda. La sera di martedì 27 arriva nel suo angolo di cielo la Luna, che crea così un variegato raggruppamento. In particolare il nostro satellite, dalla forma appena tondeggiante, si avvicina alle Pleiadi lasciandole sul suo lato in ombra e durante la culminazione va in congiunzione con Urano. |
Nettuno
Nettuno prosegue la sua permanenza nei Pesci e si mantiene prospetticamente vicino a Saturno, ricalcandone gli orari di levata e tramonto. Come Saturno infatti, appare al calar del Sole sull’orizzonte sud-occidentale; per osservarlo, occorre il telescopio o comunque un buon binocolo, perché siamo dinanzi al pianeta più lontano del Sistema Solare. Con una magnitudine intorno alla ottava e dimensioni angolari di appena 2,2 secondi d’arco, Nettuno appare come un puntino azzurrino, debole e sfuggente. La sera di venerdì 23, un sottile spicchio di Luna lo accompagna nel cielo sud-occidentale, poche ore dopo la congiunzione pomeridiana: un piccolo ma elegante incontro tra i confini del Sistema Solare e la luce del nostro satellite. |
Passaggi della ISS
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| Immagine: https://images.nasa.gov/ |
| -- Dati da: Heavens-Above, epoca 19/12/2025 -- |
Fenomeni del mese
Sabato 3 gennaio: Superluna
L’appuntamento è per sabato 3 gennaio, quando il disco lunare completa la sua fase di piena illuminazione a 362.312 km dalla Terra. È una distanza ancora molto vicina ai 360.347 km del perigeo del 1° gennaio, sufficiente a farle conquistare il titolo di Superluna. Infatti, secondo la definizione introdotta nel 1979 dall’astrologo americano Richard Nolle, una Superluna è una Luna piena (o nuova) che si verifica entro il 90% della minima distanza dal nostro pianeta, cosa che il 3 gennaio avviene. Il nostro satellite si ammanta così di splendore e come un monile d’argento rischiara il gelido firmamento invernale, apparendo più luminoso del 21% e più ampio del 12%, differenze in realtà impercettibili a occhio nudo, ma che una fotografia può mettere in evidenza. Un po’ delusi? No… non servono strumenti per sentirne il fascino: la Superluna di gennaio, sospesa nella costellazione dei Gemelli e accompagnata da Giove nel pieno del suo fulgore, regalerà a chi le volge uno sguardo un bagliore bianco e silenzioso, quasi un invito a cominciare l’anno con la stessa serena pienezza che illumina il suo volto. |
| -- Immagini: https://www.britannica.com/science/supermoon | https://www.theweathernetwork.com/en/news/science/space/what-exactly-is-so-special-about-the-supermoon -- |
Sabato 3 gennaio: sciame meteorico delle Quadrantidi
| -- Immagine: www.storiedelcielo.it -- |
Sabato 3 gennaio: cometa 24P/Schaumasse alla minima distanza dalla Terra
Calendario dei principali fenomeni celesti di gennaio 2026
| GIORNO | ORA | EVENTO | |
| GIO | 1 | 22.45 | Luna al perigeo (360.347 km) |
| SAB | 3 | 11.03 | Luna piena SUPERLUNA (362.312 km) |
| 17.38 | Terra al perielio (0,98 UA) | ||
| 18.27 | Raggruppamento Luna (100%), Giove e Polluce visibile a est | ||
| 21.51 | Cometa 24P/Schaumasse alla minima distanza dalla Terra (89,31 MKm) | ||
| 22.00 | Sciame meteorico delle Quadrantidi (ZHR 120) | ||
| DOM | 4 | 05.03 | Congiunzione Luna (99%) - Polluce 3,1°S, visibile a ovest |
| LUN | 5 | 02.53 | Congiunzione Luna (96%) - Presepe 1,6°N visibile a sud-ovest |
| 09.32 | Giove al massimo splendore (m -2,68) | ||
| MAR | 6 | 12.03 | Mercurio all'afelio (0,47 UA) |
| 16.57 | Venere in congiunzione superiore | ||
| 17.59 | Congiunzione Luna (85%) - Regolo 0,5°N visibile a est dalle 21.30 | ||
| MER | 7 | 05.47 | Cometa 24P/Schaumasse al perielio (1,18 UA) |
| 22.22 | Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km) | ||
| VEN | 9 | 01.33 | Giove alla minima distanza dalla Terra (633.055 Mkm) |
| 10.57 | Marte in congiunzione col Sole | ||
| SAB | 10 | 09.21 | Giove all'opposizione |
| 16.48 | Luna all'ultimo quarto | ||
| DOM | 11 | 01.34 | Congiunzione Luna (46%) - Spica 1,7°S, visibile a sud-est |
| MAR | 13 | 21.49 | Luna all'apogeo (405.436 km) |
| MER | 14 | 21.11 | Congiunzione Luna (19%) - Antares 0,6°S visibile a sud-est prima dell'alba |
| DOM | 18 | 20.52 | Luna nuova |
| LUN | 19 | 02.55 | Mercurio in fase piena |
| MER | 21 | 16.44 | Mercurio in congiunzione superiore |
| GIO | 22 | 20.34 | Venere all'afelio (0,73 UA) |
| 23.40 | Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km) | ||
| VEN | 23 | 13.39 | Congiunzione Luna (23%) - Saturno 4,4°N, visibile a sud-ovest dopo il tramonto |
| 16.48 | Congiunzione Luna (23%) - Nettuno 3,6°N, visibile a sud-ovest dopo il tramonto | ||
| 19.00 | Raggruppamento Luna (24%), Nettuno e Saturno, visibile a sud-ovest | ||
| LUN | 26 | 05.47 | Luna al primo quarto |
| MAR | 27 | 17.31 | Raggruppamento Luna (67%), Urano e Pleiadi visibile a sud dopo il tramonto |
| 19.45 | Congiunzione Luna (68%) - Urano 5,4°N, visibile a sud | ||
| 22.42 | Congiunzione Luna (69%) - Pleiadi 1,1°N visibile a ovest | ||
| GIO | 29 | 22.54 | Luna al perigeo (365.877 km) |
| SAB | 31 | 03.28 | Congiunzione Luna (95%) - Giove 3,9°N, visibile a ovest |
| 15.21 | Congiunzione Luna (96%) - Polluce 3,0°S, visibile a ovest prima dell'alba | ||
| -- Fonte: astronomia.cloud | Stellarium | https://www.timeanddate.com/astronomy/planets/distance – | |||
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La permanenza del Sole al di sopra dell’orizzonte è di:


Mercurio, pianeta crepuscolare e quasi sempre sfuggente, si trova nel Sagittario insieme a Venere, a Marte e al Sole, col quale va in congiunzione superiore mercoledì 21. Dalla prospettiva terrestre, significa che è in fase piena ma, a differenza di quanto ci si aspetterebbe, non è visibile perché è dietro la nostra stella. Mercurio in realtà, con un’elongazione che in gennaio arriva al massimo a 11°, non riesce a emergere dall’abbaglio solare e di fatto non è osservabile per tutto il mese. Dobbiamo attendere la metà di febbraio per iniziare a distinguerlo nella luce del tramonto. Martedì 6 invece, l’inseparabile compagno del Sole, se ne allontana raggiungendo l’afelio, il punto della sua orbita alla maggior distanza, pari a 70 milioni di chilometri.
Venere dimora fino a oltre la metà di gennaio nel Sagittario, dove brillano anche il Sole, Mercurio e Marte. Con la nostra stella, Venere va in congiunzione superiore martedì 6, due settimane prima di Mercurio, e in questa configurazione il Sole si interpone fra noi e il pianeta, impedendoci così di vederlo. Venere sorge e tramonta col Sole dal quale, alla fine di gennaio, si distanzia prospetticamente di 6°, separazione destinata ad accentuarsi e che svela gradualmente il “cambio d’abito” cui si sta preparando il pianeta più luminoso del Sistema Solare: dopo settimane di invisibilità Venere tornerà in marzo a impreziosire i tramonti, non più come Lucifero, l’astro del mattino, ma come Vespero, la “stella” della sera.
Marte condivide la costellazione del Sagittario con Venere, Mercurio e il Sole ed è l’ultimo a lasciarla il 23 quando passa nel Capricorno. Durante la prima decade di gennaio, i due pianeti Marte e Venere sono prospetticamente molto vicini al Sole, col quale vanno in congiunzione: Venere il 6 (congiunzione superiore) e Marte venerdì 9, quando la sua elongazione si riduce a soli 56’. Il pianeta rosso è alla sua massima invisibilità e la lunga assenza dal firmamento, esclusiva di Marte, ha colpito profondamente l’immaginazione degli antichi al punto da entrare nel mito, in particolare quello omerico della botte degli Aloadi. Questi ultimi, una coppia di giganti figli di Aloeo, rinchiusero Marte in una botte per tredici mesi, uno strano racconto che tale rimane se non si conosce il suo significato nascosto. Con questo episodio infatti, la mitologia greca ha voluto interpretare la sparizione del pianeta, quantificandola in tredici mesi, un numero dalla valenza astronomica, essendo esattamente la metà del suo periodo sinodico, a sua volta il tempo che intercorre fra due opposizioni e che mediamente è di 26 mesi.
Saturno brilla nell’Aquario vicino al confine coi Pesci, costellazione in cui si trasferisce il 15 per un lungo soggiorno che durerà fino all’inizio di settembre. Con i suoi inconfondibili anelli, il pianeta appare a sud-ovest dopo il tramonto e si riconosce facilmente, perché si trova in un’area di poche stelle e non particolarmente evidenti. Saturno è l’unico punto che spicca insieme alla stella Fomalhaut, l’astro principale del Pesce Australe, con cui condivide la prima classe di luminosità e che rimane molto basso sull’orizzonte. Possiamo osservare Saturno per quattro o cinque ore e in particolare, la sera di venerdì 23 una pittoresca falce di Luna lo accompagna dopo la congiunzione diurna.
Urano è un puntino quasi di sesta magnitudine, che rischia di passare inosservato in mezzo alle tante stelle brillanti del cielo invernale. Urano si nasconde sotto le Pleiadi, l’appariscente ammasso del Toro a cui difficilmente ci volgeremmo con l’intento di cercare un pianeta. Eppure le Pleiadi, oltre a essere estasi per gli occhi, in questi mesi sono un utilissimo riferimento per trovare e osservare Urano, che in gennaio si concede dal tramonto fino a notte fonda. La sera di martedì 27 arriva nel suo angolo di cielo la Luna, che crea così un variegato raggruppamento. In particolare il nostro satellite, dalla forma appena tondeggiante, si avvicina alle Pleiadi lasciandole sul suo lato in ombra e durante la culminazione va in congiunzione con Urano.
Nettuno prosegue la sua permanenza nei Pesci e si mantiene prospetticamente vicino a Saturno, ricalcandone gli orari di levata e tramonto. Come Saturno infatti, appare al calar del Sole sull’orizzonte sud-occidentale; per osservarlo, occorre il telescopio o comunque un buon binocolo, perché siamo dinanzi al pianeta più lontano del Sistema Solare. Con una magnitudine intorno alla ottava e dimensioni angolari di appena 2,2 secondi d’arco, Nettuno appare come un puntino azzurrino, debole e sfuggente. La sera di venerdì 23, un sottile spicchio di Luna lo accompagna nel cielo sud-occidentale, poche ore dopo la congiunzione pomeridiana: un piccolo ma elegante incontro tra i confini del Sistema Solare e la luce del nostro satellite.