Ricordo di Fabio

 

FabioFabio Muzzi Giovagnoni nacque nel 1962. Fin da bambino venne affascinato dallo splendore dalla volta celeste. A undici anni scriveva in un tema: "...da parecchio tempo ho in mente di fare da adulto il mestiere dell'astronomo..." e in un altro dello stesso periodo aveva intervistato la Luna. Purtroppo una grave malattia che lo colpì all'età di tre anni, gli impedì di fatto di realizzare questo sogno. Tuttavia il grande impegno e l'incrollabile volontà lo portarono comunque ad affrontare gli studi e a conseguire la laurea in astronomia, a coronamento della sua grande passione.
In quanto astrofilo ha lavorato a lungo con l'Associazione Astrofili Bolognesi contribuendo alla realizzazione dell'osservatorio Felsina, presso il quale ha poi operato per anni. Ha svolto poi attività all'osservatorio di San Vittore, dove si è occupato, tra l'altro, di ricerca di asteroidi. Ha lavorato anche al Tito Lucrezio Caro, occupandosi di astrofotografia chimica con particolare attenzione alla sensibilizzazione di lastre e pellicole. Infine ha operato all'osservatorio dei Giardini Margherita, occupandosi di fotografia planetaria tramite webcam.
Fabio metteva sempre anima e corpo in ogni cosa che faceva, non solo in campo astronomico dove sicuramente gli riusciva più facile, ma in ogni contesto che richiedesse il suo apporto.
Fabio era impiegato all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale in qualità di programmatore, e questo suo senso di responsabilità verso ogni situazione che lo coinvolgesse in prima persona, lo ha reso un grande esperto di informatica; in particolare aveva grande competenza nel campo dell'elaborazione grafica delle immagini.
Pur essendo molto apprezzato e pur svolgendo con grande impegno questa attività, si sentiva però veramente realizzato solo quando poteva avvicinarsi al telescopio e dedicarsi alla sua grande passione, ed è proprio qui che la sua vita si è conclusa. Dopo una serata di osservazione ai Giardini, rientrato a casa, è spirato nel sonno, durante la notte. Era il 6 maggio 2006.
Di lui vogliamo ricordare la grande competenza scientifica, ma anche l'onestà e soprattutto la grande umanità. Aveva sempre un sorriso per tutti, difendeva ostinatamente i suoi ideali, talvolta peccando anche di intatta ingenuità...
Viveva la sua malattia senza farla in alcun modo pesare a nessuno, senza lamentarsi mai, nonostante la dura prova a cui era stato purtroppo destinato. Fabio amava la compagnia e su di lui si poteva contare.
La sua scomparsa ha suscitato grande commozione fra i suoi conoscenti e in tutto l'ambiente dell'astrofilia bolognese. I soci dell'AAB hanno voluto dedicare a Fabio uno Star Party mentre gli amici di San Vittore, Sette, Sassi, Colombini, hanno richiesto che a suo nome venisse intitolato un pianetino. Questo è avvenuto ed ora lo Smithsonian Astrophisical Observatory ha attribuito al pianetino n.27341, scoperto a San Vittore il 10/02/2000, il nome di Fabio Muzzi, con la seguente motivazione:
"Fabio Muzzi (1962-2006), who graduated in astronomy from the University of Bologna, was an employee of Italian National Institut of Social Security . As an amateur astronomer, he collaborated with the Osservatorio San Vittore measuring several positions of minor planets, principally near-earth objects."
La madre di Fabio, Signora Letizia Giovagnoni, assieme agli amici del gruppo astrofili dei Giardini Margherita ha chiesto e ottenuto dal Comune di Bologna che l'osservatorio venisse intitolato a suo nome e il 31 maggio 2007, a poco più di un anno dalla scomparsa, vi è stata l'inaugurazione ufficiale alla presenza del Sindaco e delle autorità cittadine.
Dopo la sua morte, molti amici hanno scritto di lui ricordandone le qualità, le doti umane, le competenze scientifiche. Più di ogni altro lo descrivono le parole dell'amica Ilaria: "...sei sempre stato un puro di cuore, hai conservato la purezza anche se la vita ti ha messo alla prova fin da piccolo. Sei stato come il cielo che la notte amavi osservare, incontaminato ed incantevole."

 

L'amico Giorgio Zarrelli a nome del Gruppo Astrofili Giardini Margherita di Bologna