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Il Cielo di Agosto 2026

I dati si riferiscono alla latitudine di BOLOGNA:
Lat 44° 30' 27" N, Long 11° 21' 5" E

Gli orari sono espressi in tempo civile locale.

 

 

Costellazioni | Sole | Luna | Pianeti | Mercurio | Venere | Marte | Giove | Saturno | Urano | Nettuno | Passaggi della ISS

Fenomeni del mese:

lunedì 3 agosto: cometa 10P/Tempel al massimo avvicinamento alla Terra

mercoledì 12 agosto: eclissi totale di Sole (parziale dall’Italia) | Orari per Bologna, Roma, Milano, Mantova | Eclissi totale di Sole in streaming

giovedì 13 agosto: sciame meteorico delle Perseidi

venerdì 28 agosto: eclissi parziale di (Midi)Luna | Orari validi in tutt'Italia | Eclissi parziale di Luna in streaming

Calendario dei principali fenomeni celesti di agosto 2026

 

 

Costellazioni

Il cielo di Agosto 2026Le costellazioni che culminano in agosto nella fascia oraria 21.00-24.00 sono la Coda del Serpente, lo Scudo, il Sagittario, la Corona Australe e la Lira.
La mappa rappresenta il cielo alle 23.00 del 15 agosto.
-- Immagine: www.heavens-above.com/ --

 

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Sole

ORARI DI
ALBA E TRAMONTO

 1 15 31
SAB SAB LUN
Sorge 06.01 06.17 06.36
Tramonta  20.39 20.20 19.53
-- Fonte: USNO Data Services --

 

La permanenza del Sole al di sopra dell’orizzonte è di:

14h38m il 1° agosto
14h03m il 15 agosto
13h17m il 31 agosto

Al termine dei 31 giorni dell’ottavo mese dell’anno, abbiamo 1 ora e 21 minuti in meno di luce.

 

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Luna 

Il ciclo lunare inizia giovedì 6 con la Luna all’ultimo quarto, mercoledì 12 diventa nuova, mentre giovedì 20 va al primo quarto; chiude il mese in fase piena venerdì 28.
Al novilunio del 12 in particolare si verifica un’eclissi totale di Sole, mentre il 28 potremo assistere a un’eclissi parziale di Luna.
In agosto inoltre il nostro satellite si troverà alla distanza media di 384.400 km il 2, il 15 e il 28, quando sarà parzialmente eclissata e, poiché questa distanza cade proprio nel giorno di Luna piena, siamo dinanzi alla Midiluna, evento non astronomico nel senso scientifico del termine, ideato da chi scrive e ispirato al fenomeno popolare della Superluna, quando il plenilunio capita a ridosso del perigeo.
A proposito di distanze dal nostro pianeta, lunedì 10 la Luna passa al perigeo, il punto della sua orbita più vicino alla Terra, mentre sabato 22 va all’apogeo, il punto più lontano.
Vediamo ora i principali appuntamenti della Luna con stelle, ammassi e pianeti, mentre per l’elenco completo degli eventi si rimanda al calendario a fine pagina.
Prima dell’alba di venerdì 7 in direzione est, la Luna alta in cielo volge la sua metà illuminata alle Pleiadi, l’ammasso aperto del Toro con cui va in congiunzione. Domenica 9 invece sempre a est la Luna, sottile come una ciglia, va in congiunzione con Marte, che brilla con la sua luce ambrata qualche grado più sotto. La sera di venerdì 21, il nostro satellite è in fase crescente e punta il suo emisfero illuminato verso un altro rubino siderale: è Antares, l’astro principale dello Scorpione con cui è stato in congiunzione la mattina. Lunedì 31 infine vediamo la Luna sorgere insieme a Saturno dopo la congiunzione del mattino e, sebbene sia ancora quasi piena, essendo separata di una decina di gradi dal pianeta, lo protegge dal suo bagliore tenendolo verso il suo esiguo lato in ombra.

Il cielo di Agosto 2026 
-- Immagine: https://stellarium.org/it/ --

  

 FASI LUNARI
 

Ultimo Quarto
06/08 alle 04.21

Sorge alle 23.55 | Tramonta alle 14.54

Nuova
12/08 alle 19.37

Sorge alle 05.32 | Tramonta alle 20.24

Primo Quarto
20/08 alle 04.46

Sorge alle 15.09 | Tramonta alle 23.34

Piena – Eclissi parziale – MIDILUNA
28/08 alle 06.18

Sorge alle 20.03 | Tramonta alle 06.38

 -- Fonte: USNO Data Services -- 

 

 PERIGEO E APOGEO LUNARI
 
Perigeo
10/08 alle 13.20 | 363.287 km
 
Apogeo
22/08 alle 10.22 | 404.642 km
 
 -- Fonte: astronomia.cloud –-

 

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Pianeti

Il cielo di Agosto 2026 

-- Immagine: www.storiedelcielo.it --

I pianeti visibili a occhio nudo sono Venere, Marte, Giove, Saturno e Mercurio. Quest’ultimo però, essendo il più vicino al Sole, è distinguibile solo per breve tempo e, o durante il crepuscolo del mattino, quando precede l’alba del Sole, o durante quello serale quando segue la stella nel suo tramonto. Proprio per il fatto di essere in qualche modo immerso nella luce solare, non è un pianeta agevole da osservare e per la sua visione spesso si consiglia l’uso di uno strumento (binocolo o telescopio con filtro solare).
 
Dei quattro pianeti principali, Venere splende luminosissimo la sera nella costellazione ormai occidentale della Vergine, mentre in quelle mattutine del Toro e dei Gemelli ritroviamo finalmente Marte, che dopo tredici mesi esce dalla botte degli Aloadi, un antichissimo mito che interpretava la lunga assenza del pianeta dal firmamento attraverso la prigionia del dio della guerra in una botte. Giove invece risente della congiunzione col Sole di luglio e rimane nascosto per quasi tutto il mese, mentre Saturno si vede per quasi tutta la notte nella costellazione dei Pesci, da quando sorge a est fino almeno alla culminazione a sud..

 

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Mercurio

Mercurio inizia il mese nella costellazione dei Gemelli e possiamo osservarlo durante la prima metà di agosto nel crepuscolo mattutino in direzione est. La prolungata visibilità di Mercurio, pianeta il più delle volte sfuggente essendo il più vicino al Sole, la dobbiamo alla massima elongazione ovest di domenica 2. In questa posizione, Mercurio si trova nel punto prospetticamente più distante dal Sole (a 19,5°) e dunque alle migliori condizioni osservative che in agosto lo sono realmente; grazie infatti all’accentuata inclinazione dell’eclittica sull’orizzonte, Mercurio si mantiene alto in cielo e possiamo vederlo fino a circa un’ora. Mercurio è alla migliore visibilità due volte all’anno: in febbraio e in agosto. Quest’anno in particolare ad agosto riappare Marte, un ritorno che la mitologia ha raccontato come l’uscita del dio Ares – Marte per i Romani – da una botte in cui era stato rinchiuso per tredici mesi dagli Aloadi, due giganti, figli di Aloeo (v. Marte). A liberarlo dalla prigionia fu Hermes – Mercurio dei Romani – e in cielo Mercurio è l’unico pianeta che si vede quando Marte torna dopo la lunga assenza celeste di tredici mesi, un’ulteriore prova a sostegno dello studio condotto dall’astrofisico Paolo Colona, che nel 2016 ha illustrato il significato astronomico del mito della botte degli Aloadi.
Durante questa finestra osservativa, al telescopio possiamo osservare la fase di Mercurio al quarto mercoledì 5 e, in assenza di ostacoli a est, possiamo vederlo un’ultima volta sabato 15 in congiunzione con Giove, un incontro quasi a filo dell’orizzonte ma particolarmente suggestivo, perché i due pianeti, separati di appena mezzo grado, sono entrambi molto luminosi: Mercurio è di magnitudine -1,24, mentre Giove brilla con -1,79 magnitudini. La costellazione che li ospita è il Cancro, dove Mercurio si è trasferito l’8 e che è ancora illuminata dal Sole. Il piccolo pianeta si sposta poi nel Leone il 19, ma ad attenderlo c’è di nuovo la nostra stella, la cui luce lo ha ormai già inghiottito da qualche giorno.
Il cielo di Agosto 2026
 -- Immagine: https://stellarium.org/it/ --

 

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Venere

Venere si vede al tramonto per circa un’ora nella costellazione ormai occidentale della Vergine, più precisamente a sud dell’incavo che raccoglie il ricchissimo ammasso di galassie. Il pianeta è inconfondibile essendo luminosissimo, uno splendore che in agosto cresce arrivando a ben -4,62 magnitudini! Venere si sta infatti avvicinando alla Terra e di conseguenza anche il suo dischetto si amplia passando nell’arco del mese da circa 21” di diametro angolare fino a quasi 30”. Mercoledì 12, terminata l’eclissi di Sole, possiamo distinguerne al telescopio la fase che si presenta al quarto, un’illuminazione di metà disco che nei giorni seguenti andrà calando. Sabato 15 Venere si trova alla massima elongazione est, ovvero alla massima distanza prospettica dal Sole da cui si separa di 45,9°. In questa circostanza, il pianeta è alla miglior visibilità anche se, ad avere l’ultima voce in capitolo è l’inclinazione dell’eclittica rispetto all’orizzonte: più è inclinata e più il pianeta rimane alto sull’orizzonte, avendo come tutti i nostri pianeti l’orbita quasi complanare all’eclittica. Nelle sere d’agosto, l’eclittica in realtà non ha un’inclinazione molto pronunciata, perciò Venere rimane piuttosto basso. Grazie alla sua alta luminosità però, possiamo comunque osservarlo a lungo nel chiarore del crepuscolo. Diversa è la situazione al mattino, quando l’eclittica invece è fortemente inclinata e Mercurio, pianeta mattutino in agosto, viene così privilegiato quando il 2 va alla massima elongazione ovest.
Il cielo di Agosto 2026 
-- Immagini: https://stellarium.org/it/ --
 

Levata, transito e tramonto di Venere
01/08: Sorge: 10.02 Transita: 16.14 Tramonta: 22.25
15/08: Sorge: 10.23 Transita: 16.08 Tramonta: 21.52
31/08: Sorge: 10.39 Transita: 15.55 Tramonta: 21.09

Costellazione
01/08: VIR | 15/08: VIR | 31/08: VIR

Magnitudine
01/08: -4,30 | 15/08: -4,43 | 31/08 -4,62

Diametro angolare
01/08: 20,98” | 15/08: 24,42” | 31/08 29,93”

Percentuale illuminata
01/08: 56% | 15/08: 49% | 31/08 39%

Distanza dalla Terra al transito
01/08: 0,795 UA | 15/08: 0,683 UA | 31/08 0,558 UA

-- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- 

 

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Marte

Marte torna finalmente a mostrarsi dopo oltre un anno! Più precisamente dopo 13 mesi, la metà del suo periodo sinodico, il tempo che intercorre fra due opposizioni. L’avevamo perso all’inizio di agosto dell’anno scorso fra le stelle serali della Vergine e lo ritroviamo ora fra gli astri mattutini del Toro, diretto verso i Gemelli, costellazione in cui si trasferisce il 12.
La lunga invisibilità del pianeta è stata raccontata dagli antichi Greci attraverso un mito, quello della prigionia di Ares – Marte per i Romani – nella botte degli Aloadi. Gli Aloadi erano i fratelli Oto ed Efialte della stirpe dei giganti, i quali rinchiusero il dio della guerra in una botte per tredici mesi. Con questo racconto, gli antichi davano un’interpretazione mitica alla scomparsa del pianeta rosso per i tredici mesi distribuiti prima e dopo la sua congiunzione col Sole, avvenuta il 9 gennaio scorso, un significato venuto alla luce soltanto nel 2016, grazie allo studio dell’astrofisico Paolo Colona. Marte in realtà era già visibile da luglio, ma si presentava ancora molto piccolo, con dimensioni apparenti inferiori a 5 secondi d’arco, meno di 1/3 di quelle che assume all’opposizione. Sul finire di agosto invece, il suo diametro angolare supera i 5” e continua a crescere. La sua elongazione, ovvero la sua distanza prospettica dal Sole, aumenta anch’essa, il che significa che possiamo osservare Marte sempre più a lungo. In agosto in particolare, sorge attorno alle due di notte e lo vediamo a est in media per tre ore e mezza prima dell’alba, con magnitudine fra 1,3 e 1,2. Lunedì 3 si trova lungo la congiungente Beta-Zeta Tau, le stelle sulla punta delle corna del Toro, mentre domenica 9 possiamo vederlo sotto un sottile spicchio di Luna, con cui è prossimo alla congiunzione.
Il cielo di Agosto 2026 
-- Immagine: https://stellarium.org/it/ --
 

Levata, transito e tramonto di Marte
01/08: Sorge: 02.21 Transita: 10.05 Tramonta: 17.49
15/08: Sorge: 02.05 Transita: 09.51 Tramonta: 17.37
31/08: Sorge: 01.49 Transita: 09.33 Tramonta: 17.17

Costellazione
01/08: TAU | 15/08: GEM | 31/08 GEM

Magnitudine
01/08: 1,34 | 15/08: 1,32 | 31/08 1,17

Diametro angolare
01/08: 4,69 | 15/08: 4,84” | 31/08 5,05”

Percentuale illuminata
01/08: 94% | 15/08: 93% | 31/08 92%

Distanza dalla Terra al transito
01/08: 1,996 UA | 15/08: 1,935 UA | 31/08 1,854 UA

-- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- 

 

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Giove

Giove si trova nel Cancro ed è appena stato in congiunzione col Sole, il quale lascia la costellazione l’11. Intuiamo pertanto che stella e pianeta sono prospetticamente ancora molto vicini e Giove, sebbene sia molto luminoso, non è visibile per quasi tutto il mese. In condizioni privilegiate, possiamo averne una brevissima visione sabato 15 fra le 5.30 e le 5.45 quando è in prossimità della congiunzione con Mercurio, ma è indispensabile avere l’orizzonte orientale completamente libero da ostacoli. Dobbiamo attendere gli ultimi giorni di agosto che la sua elongazione arrivi almeno a 20°, per tornare a vedere Giove, questa volta fra le stelle del mattino, che sorge a est con una magnitudine di -1,80 e un diametro angolare di circa 32”.
 Il cielo di Agosto 2026
-- Immagine: https://stellarium.org/it/ --
 

Levata, transito e tramonto di Giove
01/08: Sorge: 05.51 Transita: 13.12 Tramonta: 20.34
15/08: Sorge: 05.12 Transita: 12.30 Tramonta: 19.48
31/08: Sorge: 04.27 Transita: 11.41 Tramonta: 18.54

Costellazione
01/08: CNC | 15/08: CNC | 31/08 CNC

Magnitudine
01/08: -1,78 | 15/08: -1,79 | 31/08 -1,80

Diametro angolare
01/08: 31,29” | 15/08: 31,41” | 31/08 31,80”

Percentuale illuminata
01/08: 100% | 15/08: 100% | 31/08 100%

Distanza dalla Terra al transito
01/08: 6,301 UA | 15/08: 6,276 UA | 31/08 6,199 UA

-- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- 

 

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Saturno

Saturno si vede per quasi tutta la notte e anticipa gradualmente la sua levata che a fine mese avviene poco dopo le 21.00. Il pianeta più ammirato splende nella costellazione dei Pesci con circa 0,5 magnitudini e dimensioni apparenti che si aggirano sui 19”. Martedì 4 e lunedì 31 è in compagnia della Luna che con Saturno va in una congiunzione “allentata”; i due corpi celesti sono infatti separati di 7°, condizione che favorisce la visione del pianeta, visto che il disco lunare è quasi completamente illuminato.
 

Levata, transito e tramonto di Saturno
01/08: Sorge: 23.14 Transita: 05.33 Tramonta: 11.49
15/08: Sorge: 22.18 Transita: 04.37 Tramonta: 10.53
31/08: Sorge: 21.14 Transita: 03.32 Tramonta: 09.46

Costellazione
01/08: PSC | 15/08: PSC | 31/08 PSC

Magnitudine
01/08: 0,63 | 15/08: 0,56 | 31/08 0,48

Diametro angolare
01/08: 18,48” | 15/08: 18,90” | 31/08 19,30”

Percentuale illuminata
01/08: 100% | 15/08: 100% | 31/08 100%

Distanza dalla Terra al transito
01/08: 8,992 UA | 15/08: 8,794 UA | 31/08 8,610 UA

-- Fonti: Stellarium | USNO Data Services -- 

 

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Urano

Urano è un puntino di magnitudine 5,7 nascosto a metà strada fra le Pleiadi e Aldebaran. È stabile dunque nella costellazione del Toro che fino al 12 ospita anche Marte, situato però al confine coi Gemelli. Urano si vede nella seconda parte della notte in direzione est e anticipa gradualmente la sua levata che a fine agosto avviene poco dopo le 23.00. Sabato 29 si trova in quadratura occidentale, ovvero a 90° di elongazione dal Sole e, trovandosi a ovest della nostra stella, culmina sei ore prima, motivo per cui lo vediamo nella seconda parte della notte.
 

 

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Nettuno

Nettuno è l’invisibile fedele compagno di Saturno che lo precede nel cielo di una decina di gradi. La sua magnitudine di 7,7 non permette infatti di vederlo a occhio nudo, ma si trova anch’esso nella costellazione dei Pesci e possiamo osservarlo sempre per almeno sei ore, dalla tarda serata quando sorge a est, fino all’alba quando culmina a sud (o inizia a tramontare se siamo a fine mese). Lunedì 3 e domenica 30 si trova in congiunzione con la Luna che splende circa 5° più sopra, rendendo più difficile osservare il pianeta, perso nell’alone lunare.
 

 

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Passaggi della ISS

Il cielo di Agosto 2026

In agosto la Stazione Spaziale Internazionale passa sopra le nostre teste nelle ore di buio 28 volte. I passaggi avvengono prima dell’alba a partire dal 15 agosto. Con la premessa di verificare gli orari esatti a poche ore dall’evento, i passaggi notevoli per durata e luminosità oppure per interesse, sono i seguenti.

Lunedì 17 attorno alle 5.45, la ISS raggiunge la magnitudine di -2,1 e possiamo vederla per quasi sei minuti da sud-ovest a nord-est fra le costellazioni dell’Eridano, di Orione dove passa vicino a Rigel e per Epsilon Ori, la stella centrale della cintura; sale poi nel Cane Minore dove passa accanto a Procione e tramonta nel Cancro sfiorando Giove e Mercurio.

Martedì 18, verso le 5.00, la ISS si muove da sud a est arrivando a -1,5 magnitudini, in un passaggio di oltre quattro minuti. Si muove nelle stesse costellazioni della mattina prima, ma con la particolarità di intercettare Rigel, la stella azzurra di Orione, per proseguire poi di nuovo nel Cane Minore, passando vicino a Procione.

Mercoledì 19, attorno alle 5.45, possiamo vedere la ISS luminosissima con magnitudine -3,7 in un lungo passaggio di quasi sette minuti. Percorre il cielo da sud-ovest a nord-est attraversando i Pesci nei pressi di Saturno, Perseo, l’Auriga non lontano da Capella, e costeggia poi i Gemelli sopra Castore e Polluce, fino a tramontare nel Cancro sopra Giove e Mercurio.

Alle 5.00 circa di giovedì 20, la ISS è ancora molto luminosa con -3,1 magnitudini e possiamo vederla per quasi cinque minuti da sud-ovest a nord-est. Inizia il percorso nella Balena, raggiunge il Toro passando sotto Aldebaran, i Gemelli dove sfiora Marte e tramonta infine nel Cancro, sfiorando Giove.

Venerdì 21 verso le 6.00 la ISS, ancora di magnitudine -3,1, è visibile per sei minuti e mezzo da ovest a nord-est fra le costellazioni di Pegaso, dove passa vicino all’ammasso globulare M15, di Cefeo, dell’Orsa Minore, dove incrocia la Stella Polare e nel Leone Minore, dove tramonta.

Attorno alle 5.00 di mercoledì 26, la ISS si vede per circa cinque minuti da nord-ovest a nord-est con magnitudine 1,9, mentre passa nel tratto fra il Cigno e la Lira diretta verso il Drago, che attraversa sotto la testa e, dopo aver costeggiato il retro del Piccolo Carro (Orsa Minore), sfiora Dubhe, la stella sul retro del Grande Carro.

Sempre da nord-ovest a nord-est, la ISS è visibile per circa cinque minuti e mezzo venerdì 28 attorno alle 5.00 con magnitudine -1,6. Il suo percorso inizia nella Lira dove sfiora Vega, prosegue per la testa del Drago e per il retro del Grande Carro fra le stelle Dubhe (Alpha UMa) e Merak (Beta UMa), per tramontare infine nel Cancro sopra Giove.

Verso le 6.00 di sabato 29, la ISS fa un lungo passaggio da nord-ovest a est. Con uno splendore massimo di -2 magnitudini, possiamo vederla per circa sei minuti nello spazio fra il Cigno e la Lira, fra le stelle del Drago e mentre passa vicino a Beta UMi, la stella più luminosa del retro del Piccolo Carro; prosegue poi fino al Grande Carro dove passa accanto a Dubhe e tramonta infine nel Cancro vicino a Giove.

Domenica 30 poco dopo le 5.00, possiamo osservare la ISS di magnitudine -1,8 per quasi sei minuti da nord-ovest a est; sorge nella Lira, dove sfiora Vega, prosegue nel Drago appena sotto la testa, costeggia il retro del Piccolo e del Grande Carro, e tramonta nel Cancro sfiorando Giove.

Verso le 6.00 di lunedì 31 infine, la ISS ben luminosa con -3 magnitudini, fa un lungo passaggio di sei minuti e mezzo di nuovo da nord-ovest a est; stavolta attraversa il Cigno vicino a Gamma Cyg e Deneb, costeggia Cefeo, passa sotto la Stella Polare e tramonta nei Gemelli sfiorando Polluce. 


Gli orari dei transiti possono essere verificati registrandosi sul sito www.heavens-above.com oppure osservando la posizione in tempo reale sul sito http://www.n2yo.com/.

Immagine: https://images.nasa.gov/
-- Dati da: Heavens-Above, epoca 17/07/2026 --

 

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Fenomeno del mese: lunedì 3 agosto: cometa 10P/Tempel al massimo avvicinamento alla Terra

Il cielo di Agosto 2026Ad aprire i numerosi eventi astronomici di agosto 2026, è il ritorno della cometa 10P/Tempel. Scoperta nel 1873 all’Osservatorio Astronomico di Brera dall’astronomo tedesco Ernst Tempel, promette di raggiungere la settima o l’ottava magnitudine! Dobbiamo ricordare tuttavia che le comete sono corpi celesti imprevedibili sul loro splendore finale e le stime potrebbero pertanto essere disattese. Ma se la promessa verrà mantenuta, significa che avrà una luminosità appena oltre la soglia dell’occhio umano, che è comunque una buona notizia, perché già con un binocolo 7x50 riusciremo ad avvistarla. La 10P/Tempel è una cometa piuttosto voluminosa con un nucleo del diametro di 10,6 km. Torna al perielio circa ogni 5 anni e mezzo; l’ultimo passaggio è avvenuto il 24 marzo 2021 e ora sarà di nuovo alla minima distanza dal Sole il 2 agosto. Lunedì 3 invece avrà il suo massimo avvicinamento alla Terra che sarà di 62 milioni di km, in pratica quasi a metà strada fra la Terra e il Sole. È un ritorno da non perdere, se pensiamo che cinque anni fa si è tenuta a una distanza di 262 milioni di km, duecento milioni di km in più rispetto a ora. Vicina come quest’anno, lo è stata soltanto nel 1925, quando ci salutò da soli 52 milioni di km e raggiunse la magnitudine di 6,5.
Quindi, binocoli e telescopi puntati verso questa roccia celeste che rivedremo nel 2031, ma su quanto si avvicinerà non possiamo ancora dire nulla. La 10P/Tempel è infatti una cometa gioviana, ovvero una cometa di corto periodo proveniente dalla fascia di Kuiper che, quando arriva nei pressi di Giove, viene fortemente influenzata dal campo gravitazionale del pianeta maggiore del Sistema Solare, il quale a ogni passaggio può alterare anche significativamente la traiettoria della cometa.
L’unica vera difficoltà osservativa è rappresentata dalla poca altezza sull’orizzonte. La 10P/Tempel infatti il 3 si sposta dal Capricorno al Pesce Australe, raggiungendo un’altezza massima di circa 22°. Lì l’atmosfera è ancora piuttosto densa e tende ad affievolirla, oltre a presentare una maggiore turbolenza. Col binocolo o al telescopio questi limiti si riescono però a superare e servirà solo un orizzonte sud libero da alberi, edifici o altri ostacoli. La cometa 10P/Tempel sorge verso le 22.00 e tramonta all’alba ma, alla luce del contesto in cui si presenta, la finestra di osservabilità è molto più limitata. La fascia oraria fra l’1.00 e le 3.00 è la più indicata essendo quella di massima altezza sull’orizzonte.
-- Immagine: https://theskylive.com --

 

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Fenomeno del mese: mercoledì 12 agosto: eclissi totale di Sole (parziale dall’Italia)

Il cielo di Agosto 2026Il tramonto di mercoledì 12 agosto sarà molto speciale, perché il Sole scenderà sotto l'orizzonte in eclissi totale, un evento che in Europa si ripresenta dopo ben 27 anni dal memorabile 11 agosto 1999!
La totalità sarà visibile dalla Spagna nord-orientale, dall’Islanda occidentale e dalla Groenlandia nord-orientale; in Italia invece assisteremo a un’eclissi parziale, particolarmente accentuata nelle regioni centro-settentrionali.
Rispetto al 1999, dobbiamo però aggiungere che questa eclissi è visibile per un soffio. E la nota vale sia per chi si trova nella fascia della totalità, sia per chi osserverà un’eclissi parziale, proprio perché il Sole è al tramonto e quindi basso (o molto basso) sull'orizzonte occidentale. Indispensabile è quindi innanzitutto non avere ostacoli in direzione ovest.
Un accorgimento che possiamo adottare per prolungare di qualche minuto la visione di questo raro spettacolo, è di recarci in un luogo sopraelevato. Così, non solo potremo disporre di una visuale privilegiata, ma anche di un piccolo tempo extra in aggiunta al minuto o poco più già concesso dal fenomeno della rifrazione atmosferica, che proietta il Sole un po’ più in alto di quanto non sia in realtà.
Insomma, quella che ci attende è un’eclissi strappata al tramonto ma che, proprio per il momento particolare della giornata in cui avviene, promette di essere molto suggestiva.
Il cielo di Agosto 2026Vicino all’orizzonte infatti, la luce del Sole attraversa gli strati più spessi dell’atmosfera che lasciano intatta la componente rossa dei raggi solari, ambientando così l’eclissi su uno sfondo quasi irreale, col Sole che si tinge di rosso e crea un contrasto molto particolare col disco lunare completamente buio che vi è sovrapposto. Sempre a causa della rifrazione atmosferica inoltre, il Sole all’orizzonte tende a schiacciarsi e anche l’eclissi di conseguenza apparirà leggermente deformata: uno spettacolo unico.
In buona parte dell’Italia infine il fenomeno, seppur parziale, avrà un oscuramento profondo, e piomberemo così in un crepuscolo improvviso.
Questa è la visione che si prefigura in direzione ovest, mercoledì 12 agosto attorno alle 19.30 e che nell’Italia settentrionale durerà al massimo un’ora o poco più, essendo l’oscuramento e la finestra di osservabilità maggiori in quest’area. La città più fortunata è Aosta, dove il disco solare verrà coperto fino al 92,7% e l’eclissi sarà visibile per 1h13m, mentre la città dove sarà solo accennata è Siracusa con un oscuramento del 14% e una visibilità di 12 minuti.
Soltanto nelle città più settentrionali si potrà vedere, almeno fino a un certo punto, anche la seconda parte dell’eclissi, quella in cui la Luna esce dalla penombra; altrove invece l’eclissi si interrompe con la fase massima.
Il cielo di Agosto 2026Ma che cos’è un’eclissi totale di Sole?
Possiamo definirla come un novilunio che, visto dalla Terra, capita esattamente davanti al Sole, una circostanza possibile solo se la triade è perfettamente allineata, con la Luna interposta alla Terra e al Sole.
La Luna a dire il vero passa ogni mese davanti al Sole e così facendo, non la vediamo perché completamente immersa nella sua luce, momento corrispondente alla fase nuova; ma non tutti i mesi siamo spettatori di un’eclissi. L’orbita della Luna infatti non è complanare a quella della Terra, ma risulta inclinata di circa 5° e per questo i noviluni sono geometricamente quasi sempre disallineati.
C’è solo una circostanza in cui i tre corpi celesti sono ben in fila ed è quando il nostro satellite arriva all’intersezione delle due orbite, ovvero in uno dei due nodi: un novilunio al nodo produce un’eclissi di Sole.
Se poi a trovarsi al nodo o nelle immediate vicinanze (entro un grado e mezzo circa dal nodo) è il centro del disco lunare, allora l’allineamento col Sole e la Terra è molto preciso e anche l’eclissi risulta centrata; diversamente, la Luna non si sovrappone completamente al Sole e l’eclissi risulta parziale.

Il cielo di Agosto 2026Ma nel caso delle eclissi “centrate”, manca ancora una condizione, perché queste possono essere di due tipi: totali se il disco solare è del tutto oscurato dalla Luna, o anulari, se ne rimane visibile il bordo.
A fare la differenza stavolta è se la Luna si trova al perigeo o all’apogeo, i punti dell’orbita lunare di minima e massima distanza dal nostro pianeta.
Quando la Luna è al perigeo, il suo disco appare più grande e per un caso del tutto fortuito, ha dimensioni apparenti molto simili a quelle del Sole; il risultato è una sovrapposizione completa all’immagine del Sole che va così in eclissi totale ed esibisce in tutta la sua magnificenza la corona: lo strato più esterno e rarefatto della sua atmosfera, invisibile altrimenti. Viceversa, quando la Luna è all’apogeo, il suo disco appare più piccolo e in prospettiva, lascia pertanto scoperto il bordo del Sole, che si trasforma nel famoso anello di fuoco (eclissi anulare).
Il 12 agosto la Luna si troverà a circa 367.000 km dalla Terra, appena 3.000 km più lontana dal perigeo, da cui è passata due giorni prima: siamo dunque di fronte a un’eclissi totale.
Ma, come abbiamo intuito in apertura, a poter ammirare un’eclissi nella sua completezza è un’area molto limitata della superficie terrestre; ne sono spettatori i Paesi lungo la fascia della totalità. Per questo, nonostante ne capitino almeno due all’anno, le eclissi solari sono molto rare.
Passando davanti al Sole infatti, la Luna non fa altro che gettare la sua ombra sulla Terra; ma si tratta di un’ombra piccola, un cerchietto scuro che investe zone diverse man mano che la Terra ruota su sé stessa. Messi insieme questi luoghi formano una striscia dove l’eclissi è totale (o anulare).
I territori che invece costeggiano la fascia della totalità si trovano nella penombra della Luna, cioè nella regione in cui il disco solare è solo parzialmente occultato. Poiché il Sole non è una sorgente puntiforme ma ha un’estensione angolare finita, la Luna ne blocca solo una parte: da quelle zone della Terra arriva quindi una quantità minore di energia luminosa.
Nella penombra, l’eclissi appare parziale, una parzialità però da non confondersi con l’eclissi parziale globale dovuta all’allineamento non sufficientemente preciso di Sole, Luna e Terra. Un’eclissi totale è parziale se osservata da un luogo che risiede nella penombra, possiamo immaginarla come una sorta di visione “laterale”. È quel che accade all’Italia che il 12 agosto si trova proprio nella penombra.
Compreso il fenomeno, non ci resta ora che attenderlo e lasciarci sorprendere dalla magia di un tramonto unico, un tramonto a cui farà seguito un nuovo spettacolo. Al termine dell’eclissi infatti, ecco apparire la “stella della sera” in tutto il suo splendore: è Venere che segue il Sole e la Luna che, sovrapposti, scendono sotto l’orizzonte e inaugura un luminoso quarto discendente, mentre la notte che avanza si carica di stelle cadenti, le più attese dell’anno a cui la costellazione di Perseo ha dato il nome.
E per finire una curiosità: l’orbita della Terra si chiama “eclittica”, parola che ha la sua radice in quella greca ekleipo; significa vengo meno, una scelta legata proprio alla circostanza in cui la Luna, giungendo al nodo, si trova anche sull’orbita terrestre e oscura il Sole che quindi “viene meno”. L’orbita del nostro pianeta deve così il suo nome alle eclissi di Sole.

Una raccomandazione d’obbligo: NON osservare mai il Sole senza filtri adeguati, a maggior ragione se si segue il fenomeno al telescopio, il quale dev’essere opportunamente schermato. Per la visione a occhio nudo invece si trovano in commercio per pochi euro appositi occhiali da eclissi. L’Accademia delle Stelle ha dedicato un articolo proprio su come osservare le eclissi di Sole.

-- Immagini: https://www.space.com/great-north-american-solar-eclipse-2024-three-years-away | https://stellarium.org/it/ | https://thedig.howard.edu/all-stories/astronomy-professor-talks-eclipses-and-their-role-our-solar-system | https://www.virtualtelescope.eu/what-is-a-solar-eclipse/ -- 

 

 

Agenda di mercoledì 12 agosto 2026 per BOLOGNA 

h19.28 Inizio dell'eclissi parziale La Luna inizia a occultare il Sole che si trova 9° sopra l'orizzonte
h20.21 Fase massima dell'eclissi parziale La Luna oscura al 92,6% il Sole che si trova esattamente sull'orizzonte (0° di altezza)
h20.21 Fine dell'eclissi parziale La Luna termina l’occultazione del Sole, che si trova ancora sull'orizzonte
h20.23 Il Sole tramonta L’eclissi si interrompe
Durata del fenomeno: 53 minuti

 

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Agenda di mercoledì 12 agosto 2026 per ROMA 

h19.32 Inizio dell'eclissi parziale La Luna inizia a occultare il Sole che si trova 7° sopra l'orizzonte
h20.11 Fase massima dell'eclissi parziale La Luna oscura al 69,3% il Sole che si trova a 0° sopra l'orizzonte
h20.13 Il Sole tramonta L’eclissi si interrompe
Durata del fenomeno: 39 minuti

 

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Agenda di mercoledì 12 agosto 2026 per MILANO 

h19.27 Inizio dell'eclissi parziale La Luna inizia a occultare il Sole che si trova 11° sopra l'orizzonte
h20.20 Fase massima dell'eclissi parziale La Luna oscura al 92,3% il Sole che si trova esattamente sull'orizzonte (0° di altezza)
h20.32 Fine dell'eclissi parziale La Luna termina l’occultazione del Sole che si trova ancora sull'orizzonte
h20.33 Il Sole tramonta L’eclissi si interrompe
Durata del fenomeno: 1h05m

 

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Agenda di mercoledì 12 agosto 2026 per MANTOVA

h19.27 Inizio dell'eclissi parziale La Luna inizia a occultare il Sole che si trova 9° sopra l'orizzonte
h20.20 Fase massima dell'eclissi parziale La Luna oscura al 92,1% il Sole che si trova esattamente sull'orizzonte (0° di altezza)
h20.25 Fine dell'eclissi parziale La Luna termina l’occultazione del Sole, che si trova ancora sull'orizzonte
h20.26 Il Sole tramonta L’eclissi si interrompe
Durata del fenomeno: 58 minuti

 

Orari per alcune città italiane con evidenza delle percentuali di oscuramento e di durata
 
Città Inizio Massimo Fine (Sole h0°) Oscuramento Durata
Bolzano 19.25 20.18 20.26 90.4% 1h01m
Aosta 19.27 20.20 20.40 92.7% 1h13m
Milano 19.27 20.20 20.32 92.3% 1h05m
Mantova 19.27 20.20 20.25 92.1% 0h58m
Bologna 19.28 20.21 20.21 92.6% 0h53m
Roma 19.32 20.11 20.11 69.3% 0h39m
Siracusa 19.39 19.51 19.51 14.0% 0h12m

 

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Eclissi totale in streaming

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Fenomeno del mese: giovedì 13 agosto: sciame meteorico delle Perseidi

Se una delle condizioni per catturare le stelle cadenti è di essere sotto un cielo senza Luna, quest’anno le Perseidi, occasione di numerosi eventi all’insegna della divulgazione accompagnata da momenti conviviali, sono più che mai favorite: hanno infatti il loro picco proprio al novilunio, un novilunio oltretutto molto speciale, perché la Luna ha appena dato spettacolo eclissando il Sole! Dopo l’eclissi al tramonto di mercoledì 12, la magia continua di notte con l’arrivo delle Perseidi.

Lo sciame ha iniziato la sua attività il 17 luglio, sovrapponendosi a quello delle Delta Aquaridi Meridionali, che sono state invece penalizzate dalla Luna ancora quasi piena nel giorno della loro massima intensità. Le Perseidi avevano subito la stessa sorte l’anno scorso, ma quest’anno hanno finalmente il meritato palcoscenico siderale e potranno esibirsi con tutto il loro carico di strali luminosi che si improvvisano in frammenti di notte.
Il loro picco teorico è di ben 100 meteore all’ora, un valore che all’atto pratico scende parecchio, ma che è comunque fra i più alti, superato solo dagli sciami invernali delle Geminidi e delle Quadrantidi.
Le Perseidi sembrano provenire da un punto nella costellazione del Perseo, da cui il nome dello sciame. Il radiante, ovvero l’origine apparente delle meteore, si trova leggermente a est di Gamma ed Eta Persei, a 3h4m in ascensione retta e a 58°N di declinazione, ma è sufficiente individuare la W di Cassiopea, perché sotto di essa brillano le stelle del Perseo. Il radiante delle Perseidi poi è circumpolare e si vede pertanto tutta la notte, ma le ore migliori per essere sorpresi dalle stelle cadenti sono quelle che precedono l’alba; in quel momento infatti, la pioggia meteorica si fa più intensa perché ci troviamo sul lato della Terra che avanza lungo l’eclittica e andiamo, per così dire, incontro allo sciame.
Le Perseidi sono figlie della cometa Swift-Tuttle, un corpo celeste di 26 km di diametro che passa vicino al Sole ogni 133 anni. L'ultimo passaggio è avvenuto di recente, nel 1992, e saranno quindi le generazioni a venire che la potranno vedere esattamente fra cento anni, nel 2126.
Quando una cometa si avvicina al Sole, il ghiaccio che riveste il nucleo roccioso, evapora sotto forma di gas e induce anche frammenti di roccia a staccarsi fino a formare una scia di polvere che, insieme a quella di gas ionizzato, accompagna la cometa. In questa trasformazione, si crea anche una regione celeste che a ogni passaggio si arricchisce di detriti. Quando la Terra, nel suo percorso intorno al Sole la attraversa, viene investita dal pulviscolo cometario che al contatto con l’atmosfera si anima nelle improvvise scie luminose: sono le meteore, frammenti di cometa che per attrito con le particelle dell’atmosfera terrestre si incendiano, si consumano e, prima di cadere a terra, vaporizzano.
Le Perseidi sono popolarmente chiamate Lacrime di San Lorenzo, il santo decapitato il 10 agosto 258, un giorno molto vicino al picco delle Perseidi. Nel loro rigare il cielo la tradizione popolare vi ha visto le lacrime versate dal santo durante il suo martirio.

Il cielo di Agosto 2026Talvolta invece sono dette Fuochi di San Lorenzo perché il santo, secondo fonti più tarde ma non confermate, fu arso vivo su una graticola, una raffigurazione che nell’arte ha prevalso e in cui le stelle cadenti sarebbero le scintille del fuoco che avvolse il giovane.
L’attività delle Perseidi si esaurisce il 24 agosto, insieme a quella delle Delta Aquaridi Meridionali, uno sciame molto più povero che a quella data difficilmente produrrà qualche meteora.
Non resta quindi che attendere il picco delle Perseidi, ricordando che non c’è una direzione preferenziale dove puntare lo sguardo: le stelle cadenti si diramano dal radiante e si spargono in tutte le direzioni. Focalizzandosi sul radiante, appaiono più numerose ma di breve scia; lontano dal radiante invece sono meno frequenti, ma più spettacolari.
-- Immagini: https://stellarium.org/it/ | https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Hip%C3%B3lito_de_Rioja_-_The_Martyrdom_of_Saint_Lawrence_-_Google_Art_Project.jpg -- 

 

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Fenomeno del mese: venerdì 28 agosto: eclissi parziale di (Midi)Luna

Il cielo di Agosto 2026Agosto 2026 vede avvicendarsi ben due eclissi! Dopo quella solare del 12, venerdì 28 tocca alla Luna essere oscurata fino al 93%. Si tratta quindi di un’eclissi parziale, ma che di fatto è quasi totale. A offrirci lo spettacolo è di nuovo l’orizzonte occidentale e anche stavolta dall’Italia potremo assistere solo fino al massimo del fenomeno, che avviene quasi in coincidenza del tramonto della Luna, motivo per cui non dobbiamo avere ostacoli in direzione ovest.
Il nostro satellite ora non tramonta però alla sera ma all’alba, pertanto per vedere questa eclissi dobbiamo essere disposti ad alzarci molto presto. Lo sforzo vale tuttavia la pena sia perché, seppur visibile soltanto nella prima parte, dura comunque un paio d’ore e sia perché l’evento è sempre molto suggestivo.
Il cielo di Agosto 2026Quando si verifica un’eclissi di Luna? C’è una condizione che la accomuna alle eclissi di Sole ed è che il nostro satellite si trovi al nodo, ovvero nel punto in cui l’orbita lunare interseca il piano dell’orbita terrestre (l’eclittica), dato che rispetto a quest’ultima il percorso della Luna è inclinato di 5,1°. A differenza invece delle eclissi di Sole che avvengono con la Luna nuova, quelle di Luna si verificano in fase piena. La ragione si intuisce facilmente: il novilunio consiste nella congiunzione della Luna col Sole, ovvero avviene quando dalla nostra prospettiva la Luna si trova davanti al Sole; se in aggiunta è anche al nodo, allora ne provoca l’eclissi.
Al plenilunio invece la Luna è in opposizione al Sole, quindi è come se l’avessimo alle spalle e il Sole la illumina appunto “pienamente”. Se però il plenilunio avviene al nodo, ecco che allora si crea un allineamento fra i tre corpi celesti con la Terra interposta. La conseguenza è che il nostro pianeta impedisce al Sole di “accendere” la Luna, la quale viene così eclissata e, a seconda di quanto il centro del disco lunare è vicino al nodo, l’eclissi può essere totale o parziale. Nel primo caso la corrispondenza è perfetta (o quasi), l’allineamento Luna-Terra-Sole è dunque altrettanto preciso e l’oscuramento della Luna è completo; nel secondo caso invece, la triade si sovrappone solo in parte e il disco lunare non viene coperto del tutto.
È proprio ciò che accade il 28 agosto e possiamo illustrarlo chiamando in causa l’ombra e la penombra, le zone di oscurità più o meno intensa che si formano proprio in virtù dell’allineamento. In prospettiva, la Terra si sovrappone al disco solare, per cui i raggi che colpiscono direttamente il disco della Terra vengono bloccati e l’emisfero terrestre opposto al Sole, quello dove è notte, si trova nel cono d’ombra prodotto dalla disposizione geometrica dei due corpi celesti; tutti gli altri raggi, a partire da quelli che toccano il bordo del disco terrestre, passano e vanno a formare un cono di oscurità più attenuata attorno all’ombra, chiamato penombra.
Se la Luna non è sufficientemente vicina al nodo come in questo caso, solo una porzione del suo disco entra nel cono d’ombra e viene eclissata, mentre il resto rimane nella penombra, soggetto a un oscuramento molto tenue e impercettibile all’occhio.
Un’eclissi lunare dunque non è altro che la proiezione dell’ombra della Terra sulla Luna, una circostanza che a pensarci è emozionante, perché è un po’ come vederci proiettati sul disco lunare a bordo del nostro pianeta.
E così, mentre la Luna ci sfila davanti, la vediamo adombrarsi sotto un velo purpureo, senza però sparire mai completamente alla vista. Una parte della luce solare che passa radente all’atmosfera terrestre, subisce infatti la rifrazione, un fenomeno atmosferico che ha la proprietà di deviare i raggi del Sole verso l’ombra, col risultato di lasciare la Luna debolmente illuminata: sono quelli di lunghezza d’onda nel rosso che, quando si appoggiano sulla superficie lunare, le danno il loro colore. Questo è il motivo per cui in presenza di un’eclissi totale, il fenomeno viene popolarmente chiamato Luna Rossa.
Il cielo di Agosto 2026 Un’ultima particolarità di questa eclissi è che lo stesso giorno la Luna piena viene a trovarsi anche alla distanza media dalla Terra, una combinazione per la quale chi scrive si è inventata il fenomeno (del tutto popolare) della Midiluna, ispirandosi all’altrettanto fenomeno popolare della Superluna: come la Superluna è la circostanza in cui la Luna diventa piena in prossimità del perigeo, la Midiluna è la circostanza in cui la Luna diventa piena in prossimità della distanza media dalla Terra. Perché questa necessità? Ebbene, ho pensato che alla domanda: “Quanto dista la Luna dalla Terra?", si risponde (giustamente) che la Luna dista “in media” 384.400 km. Ebbene, questo valore medio rischia di sembrare un po’ teorico, ma la Luna prima o poi viene a trovarsi realmente a questa distanza. Questa curiosità è sfociata nel fenomeno della Midiluna, la Luna piena alla distanza media dalla Terra, perché così quando guarderemo il nostro meraviglioso satellite in tutto il suo splendore, potremo esclamare: “Ecco com’è la Luna alla sua distanza di riferimento!”.
Ed essendo una novità di quest’anno, quale debutto più suggestivo se non con un’eclissi di Luna?
 
Il cielo di Agosto 2026Vediamo ora gli orari delle varie fasi dell’eclissi parziale che, a differenza delle eclissi di Sole, sono validi per tutto il mondo. L’ombra in questione stavolta è quella della Terra, che investe la Luna nello stesso momento in tutto il pianeta. Diverso è invece il caso delle eclissi di Sole in cui è la Terra che è oscurata dall’ombra della Luna, un cerchio molto piccolo al confronto, che di conseguenza incide solo su una fascia ristretta del pianeta, a orari diversi man mano che si muove. Nelle eclissi di Luna, a dipendere dalla latitudine di osservazione, sono solo gli orari della sua levata e del suo tramonto, che possono impedire la visione dell’intero fenomeno, come avviene in Italia. 
-- Immagini: https://www.dawn.com/news/1561489 | https://nineplanets.org/total-lunar-eclipse/ | https://stellarium.org/it/ -- 

 

 

Agenda di venerdì 28 agosto 2026, valida in tutt’Italia

03.23 Inizio dell'eclissi di penombra Il bordo della Luna, che si trova circa 30° sopra l’orizzonte, tocca per la prima volta la penombra terrestre
04.33 Inizio dell'eclissi parziale Il bordo della Luna, che si trova circa 20° sopra l’orizzonte, entra nell’ombra della Terra; il disco lunare inizia a essere “addentato”
06.12 Massimo eclissi parziale La Luna è molto bassa sull’orizzonte (4-5° di altezza) e il suo disco è oscurato al 93%
06.18 La Luna diventa piena  
06.35 La Luna tramonta mediamente in tutta l’Italia L’eclissi si interrompe
Durata dell’eclissi parziale: 2h02m
07.51 Fine dell'eclissi parziale (non visibile dall’Italia) L’ultimo punto della Luna esce dall’ombra
09.01 Fine dell'eclissi di penombra e di tutta l’eclissi (non visibile dall’Italia) La Luna esce completamente dalla penombra terrestre
23.35 La Luna piena è alla distanza media dalla Terra (384.400 km) Fenomeno di mia creazione della Midiluna

 

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L’eclissi parziale di Luna è anche in streaming 

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Calendario dei principali fenomeni celesti di agosto 2026  

 
GIORNO ORA EVENTO
SAB 1 10.05 Giove al minimo splendore (m -1,78)
DOM 2 03.16 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
    10.00 Mercurio alla massima elongazione ovest (19,5°)
LUN 3 02.23 Cometa 10P/Tempel al massimo avvicinamento alla Terra (62,01 MKm)
    09.54 Congiunzione Luna (81%) - Nettuno 4,9°N, visibile a sud prima dell'alba
MAR 4 06.09 Congiunzione Luna (71%) - Saturno 7,0°N, visibile a sud prima dell'alba
MER 5 11.51 Mercurio al primo quarto
GIO 6 04.21 Luna all'ultimo quarto
VEN 7 08.59 Congiunzione Luna (38%) - Pleiadi 1,2°N, visibile a est prima dell'alba
    18.29 Congiunzione Luna (38%) - Urano 5,5°N, visibile a est prima dell'alba
DOM 9 07.31 Congiunzione Luna (17%) - Marte 4,4°N, visibile a est prima dell'alba
LUN 10 13.20 Luna al perigeo (363.287 km)
MAR 11 14.47 Congiunzione Luna (3%) - Mercurio 2,1°N, visibile a est prima dell'alba
MER 12 19.47 Eclissi totale di Sole (parziale dall'Italia)
    19.20 Venere all'ultimo quarto
    19.37 Luna nuova
GIO 13 04.00 Picco dello sciame meteorico delle Perseidi (ZHR 100), orario indicativo
VEN 14 11.13 Mercurio al perielio (0,31 UA)
SAB 15 08.37 Venere alla massima elongazione est (45,9°)
    11.12 Congiunzione Mercurio - Giove 0,6°N, visibile con difficoltà a est prima dell'alba
    23.35 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
DOM 16 10.48 Congiunzione Luna (19%) - Venere 2,1°S, visibile a ovest dopo il tramonto
LUN 17 14.31 Congiunzione Luna (28%) - Spica 2,5°S, visibile a ovest dopo il tramonto
GIO 20 04.46 Luna al primo quarto
VEN 21 07.02 Congiunzione Luna (66%) - Antares 0,6°S, visibile a sud dopo il tramonto
SAB 22 10.22 Luna all'apogeo (404.642 km)
MER 26 21.27 Mercurio in fase piena
GIO 27 10.20 Marte esce dalla botte degli Aloadi
    18.43 Mercurio in congiunzione superiore
VEN 28 06.13 Eclissi parziale di Luna
    06.18 Luna piena - Midiluna (390.398 km)
    23.35 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km) - Midiluna
SAB 29 00.19 Urano in quadratura occidentale
DOM 30 14.48 Congiunzione Luna (92%) - Nettuno 4,9°N, visibile a est dalle 21.30
LUN 31 10.05 Congiunzione Luna (85%) - Saturno 7,0°N, visibile a est dalle 22.00

-- Fonti: astronomia.cloud | Stellarium | https://www.timeanddate.com/astronomy/planets/distance – 

 

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