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Il Cielo di Novembre 2019 

 

 in parole (panoramica)...

Sole | Luna | Pianeti | Costellazioni | Passaggi della ISS | Fenomeno del mese: 11 novembre: Transito di Mercurio sul Sole

... e in numeri (dati osservativi)

Sole | Luna | Pianeti | Calendario dei principali fenomeni celesti di novembre 2019 | Passaggi della ISS

 

Il cielo di novembre 2019

I dati si riferiscono alla latitudine di:
BOLOGNA: Lat 44° 30' 27" N, Long 11° 21' 5" E

 Gli orari sono espressi in tempo civile locale.

-- Immagine: www.heavens-above.com/ --

 

Panoramica

 

 Sole

Il Sole ritarda la sua levata mediamente di 1 minuto e 19 secondi, cosicché abbiamo 19 minuti in meno di luce all’alba del 15 novembre rispetto all’1, e altri 19 all’alba del 30 rispetto al 15.
Complessivamente, il 30 novembre il Sole sorge 38 minuti dopo rispetto al 1° novembre.

Il tramonto invece anticipa mediamente di 56 secondi ogni giorno.
In particolare, il 15 del mese il Sole scende sotto l’orizzonte 16 minuti prima rispetto all’1, e 11 il 30 rispetto al 15.
Complessivamente, il 30 di novembre il Sole tramonta 27 minuti prima rispetto al 1° novembre.

Al termine dei 30 giorni dell’undicesimo mese dell’anno, abbiamo 1 ora e 5 minuti in meno di luce.
In particolare, la permanenza del Sole al di sopra dell’orizzonte sarà di 10h13m il 1° novembre, di 9h38m il 15 novembre e di 9h08m il 30.

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 Luna

Il ciclo lunare parte il 4 novembre con la Luna al primo quarto; il 12 diventa piena, mentre il 19 si presenta all’ultimo quarto; chiude infine il mese come Luna nuova il 26.
Il 7 novembre, ormai quasi piena, la Luna è alla massima distanza dalla Terra, ovvero all’apogeo, mentre il 23 passa per il perigeo, il punto della sua orbita più vicino a noi.
Vediamo ora quali sono gli accostamenti più ravvicinati del nostro satellite a stelle e pianeti che danno luogo a congiunzioni, occultazioni o raggruppamenti dove, nei casi in cui gli eventi avvengono quando i corpi celesti interessati sono sotto l’orizzonte o immersi nella luce diurna, segnaliamo gli orari in cui sono invece visibili, più prossimi a quelli esatti. Gli orari veri sono riportati nel calendario dei principali fenomeni del mese.

Il cielo di novembre 2019La prima decade di novembre vede la Luna incontrare i pianeti e il mese inizia con un bell’allineamento il giorno 1, formato da Giove e Saturno che scortano una Luna crescente posizionata al centro della triade che segue il Sole nel suo tramonto. Il giorno successivo, il 2 novembre, la Luna è vicina a Saturno e poco dopo l’alba del Sole, occulta il pianeta (v. sezione Pianeti). Non possiamo naturalmente osservare il fenomeno, ma alla sera quando il Sole tramonta, possiamo vedere la Luna transitare e seguire Saturno nella porzione sud-occidentale del cielo, mentre il crepuscolo lascia gradualmente il posto alla notte. Il 7 novembre, prima dell’alba ma ancora sotto l’orizzonte, la Luna raggiunge l’apogeo dopo essere andata in congiunzione con Nettuno che si trova qualche grado più a nord (v. sezione Pianeti). Per vedere la coppia occorre aspettare che il Sole tramonti dopodiché, muniti di telescopio, possiamo rintracciare Nettuno che sale insieme alla Luna verso la sommità celeste che, per il pianeta equivale a 39° sopra l’orizzonte. A distanza di quattro giorni, l’11 novembre, tocca a Urano incontrare la Luna ormai quasi piena e anche in questo caso, la congiunzione avviene prima dell’alba del Sole quando la coppia è tramontata da poco (v. sezione Pianeti). Dobbiamo dunque attendere che passi la giornata per osservare la Luna e Urano sorgere di nuovo e, dotati di telescopio, possiamo seguirli in tutto il loro transito celeste che si conclude dopo le cinque del mattino, quando scendono sotto l’orizzonte occidentale.

Nella settimana che va dal 13 al 19 novembre, sono le stelle le protagoniste degli incontri ravvicinati con la Luna. Il primo gruppetto coinvolto è quello delle Iadi, uno dei due ammassi aperti della costellazione del Toro insieme alle Pleiadi. La sera del 13 novembre, un’ora prima della mezzanotte, il disco lunare ancora quasi perfetto nasconde le Iadi pressappoco fino al momento del transito sul meridiano. Il crepuscolo mattutino del 14 novembre vede invece la Luna tramontare in congiunzione con Aldebaran, la gigante rossa del Toro che ne è anche la stella principale e che brilla poco più sotto.
Il 17 nel primo pomeriggio, la Luna si trova nei Gemelli e va in congiunzione con la sua stella principale, Polluce, altra gigante di colore arancione come Aldebaran e che si trova a metà strada rispetto alla Alpha del Toro. Polluce è circa 6° a nord della Luna, uno stacco importante dovuto al fatto che la stella è piuttosto distante dall’eclittica. La coppia è visibile a partire dalle 22.00, quando la Luna emerge dall’orizzonte est presentandosi col disco in parte adombrato, prossimo all’ultimo quarto. A distanza di ventiquattro ore, il 18 novembre, la Luna è nella costellazione del Cancro e passa davanti all’ammasso aperto del Presepe (M44) occultandolo. E’ ancora giorno quando l’evento ha luogo ma in ogni caso a quell’ora la coppia è sotto l’orizzonte. Dobbiamo attendere le 22.30 per vedere la Luna sorgere offrendo la metà oscura del suo disco al Presepe che la precede poco più a nord. Il 19 novembre, la Luna inaugura l’ultimo quarto congiungendosi poco prima della mezzanotte, con Regolo, la stella principale del Leone e che è quasi appoggiata all’eclittica. Il suo nome significa “piccolo re” e lo deve al fatto che, trovandosi sul piano vicino al quale orbitano i pianeti, questi periodicamente sfilano davanti alla stella come servitori che rendono omaggio al re. Dell’omaggio della Luna possiamo vedere il suo congedo poco dopo la mezzanotte, quando la pagina del calendario è sul giorno 20 e Regolo nel giro di un’ora, all’una di notte, si trova proprio in corrispondenza del terminatore, la linea che separa la metà illuminata della Luna da quella oscura.

Il cielo di novembre 2019Nell’ultima settimana di novembre, la Luna incontra di nuovo i pianeti e il primo è Marte il giorno 24. Prima dell’alba lo vediamo sorgere sotto a un sottilissimo spicchio lunare, prossimo alla fase nuova (v. sezione Pianeti). A metà mattina poi si ha la congiunzione vera e propria. Il 25 invece, nel cuore della notte incontra Mercurio (v. sezione Pianeti). Naturalmente Mercurio, essendo il pianeta più vicino al Sole, di notte è sempre sotto l’orizzonte e si lascia vedere solo al crepuscolo serale o mattutino, per cui dobbiamo attendere l’alba per vederlo sorgere vicinissimo al disco quasi completamente cinereo della Luna. Il 28, ancora sotto forma di sottilissimo spicchio, ma stavolta crescente, la Luna va in congiunzione prima con Giove e poi con Venere (v. sezione Pianeti). Siamo nella costellazione del Sagittario, dunque vicino all’orizzonte e a partire dal tramonto del Sole, possiamo vedere sempre a ovest i tre corpi celesti avviarsi anch’essi al tramonto e formare un raggruppamento con la Luna al centro, Giove vicino all’orizzonte e Venere che chiude la triade a nord. A quell’ora, la congiunzione con Giove è già avvenuta e si è trattato in realtà di un’occultazione del mattino, mentre Venere viene raggiunto circa tre ore dopo essere tramontato. Il giorno 29, sul versante occidentale, per una mezz’oretta dal tramonto del Sole, possiamo assistere a un allineamento quasi perfetto e straordinariamente numeroso di corpi celesti: partendo dall’orizzonte ovest splendono in fila Giove, Venere, la Luna e Saturno, col quale il nostro satellite va in congiunzione poco dopo le 23 (v. sezione Pianeti). Il giorno seguente, il 30 novembre nonché ultimo giorno del mese, possiamo ammirare nuovamente questo allineamento con Saturno che si è però scambiato nel frattempo con la Luna, la quale chiude il mese e la fila di pianeti.

 -- Immagini: www.storiedelcielo.it --

 

 

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 Pianeti

Il cielo di novembre 2019

-- Immagine: www.storiedelcielo.it --

 

I pianeti visibili a occhio nudo sono Venere, Marte, Giove, Saturno e Mercurio. Quest’ultimo però, essendo il più vicino al Sole, è distinguibile solo per breve tempo e, o durante il crepuscolo del mattino, quando precede l’alba del Sole, o durante quello serale quando segue la stella nel suo tramonto. Proprio per il fatto di essere in qualche modo immerso nella luce solare, non è un pianeta agevole da osservare e per la sua visione spesso si consiglia l’uso di uno strumento (binocolo o telescopio con filtro solare). Per questo motivo lo elenchiamo al termine della sezione insieme ai pianeti visibili al telescopio.

Per quanto riguarda la visibilità dei quattro pianeti principali, nel mese di novembre possiamo osservarli tutti, anche se per un tempo limitato. Venere, Giove e Saturno appaiono al tramonto del Sole nella porzione occidentale del cielo e dei tre, Saturno è quello che si concede più a lungo con una media di tre ore di permanenza sopra l’orizzonte. Giove invece tramonta nel giro di un paio d’ore che si riducono a una alla fine di novembre, mentre Venere si fa spazio gradualmente sul palcoscenico celeste e, sebbene in fase di tramonto, domina la scena sempre più a lungo raggiungendo l’ora di visibilità. Unico pianeta che abita il cielo di rugiada dell’alba è Marte che sorge attorno alle cinque del mattino e, grazie al Sole che ritarda progressivamente la sua levata, ci concede la sua visione a ridosso dell’orizzonte orientale fino a un paio d’ore.

Il cielo di novembre 2019Venere è la “stella” della sera o meglio del crepuscolo serale, perché si sta lentamente riguadagnando un posto nelle ore di buio dopo la congiunzione superiore col Sole di metà agosto. Rimane ancora basso sull’orizzonte occidentale così che la sua visione richiede che il versante sia il più possibile libero da ostacoli come alberi o case. Nel mese di novembre Venere attraversa ben quattro costellazioni: inizia nella Bilancia, ma già il giorno 2 varca i confini dello Scorpione attraversandone le chele; il 7 invece si sposta nell’Ofiuco che da mesi ospita Giove, mentre il 23 entra nel Sagittario dove nel frattempo si è spostato anche Giove, tanto che la mattina seguente, il 24, i due pianeti vanno in congiunzione. Di questo rincorrersi fra le costellazioni che termina col loro “incontro”, abbiamo solo una breve visione vicino all’orizzonte ovest che Venere e Giove stanno per oltrepassare. Nei giorni che trascorre nello Scorpione, Venere va in congiunzione anche con Antares, la Supergigante Rossa nonché stella principale della costellazione. Accade il giorno 9 in tarda mattinata però, anche attendendo il tramonto per vedere Venere, non si riesce di fatto a vedere la coppia vicina perché Antares è a filo con l’orizzonte occidentale e imminente a varcarlo. Venere ci dà poi un triplice appuntamento il 28 novembre. Innanzitutto si dispone a formare un compatto raggruppamento con Giove e la Luna. Il nostro satellite è un disco cinereo bordato di luce a ovest, segno che sta uscendo dalla fase nuova, e lo vediamo fra Venere e Giove che come due sentinelle luminose lo scortano, con Venere accanto alla parte oscura della Luna. Nel giro di qualche ora, pianeta e satellite vanno in congiunzione e sempre in quelle ore Venere raggiunge l’afelio, il punto della sua orbita più lontano dal Sole e che dista 109 milioni di chilometri, contro i 107 milioni e mezzo del perielio, una differenza molto piccola dovuta al fatto che l’orbita di Venere ha un’eccentricità molto bassa, cioè è un’ellisse poco pronunciata tanto da risultare quasi circolare. L’ultimo appuntamento del mese l’abbiamo il 30 quando il pianeta si aggiunge alla sequenza formata da GioveSaturno e dalla Luna. Venere è il secondo della fila salendo dall’orizzonte occidentale. La visione di tutti e quattro i corpi celesti è limitata a una mezz’ora scarsa dopo il tramonto del Sole.
Il cielo di novembre 2019
Il cielo di novembre 2019Marte trascorre il mese di novembre nella Vergine, la seconda costellazione più grande della volta celeste dopo l’Idra e nel pomeriggio del giorno 8, va in congiunzione con Spica, l’astro principale della Vergine. Possiamo vedere la coppia vicina per una mezz’ora prima dell’alba, quando stella e pianeta precedono il Sole nella sua levata. Marte è infatti visibile sul far del mattino, unico fra i quattro pianeti principali ad abitare l’ultimo residuo di notte e durante il mese aumenta la sua permanenza sopra l’orizzonte lasciandosi osservare in media per quasi dure ore. In novembre non è soggetto a fenomeni particolari, se non una congiunzione con la Luna, prossima alla fase nuova, a metà mattina del giorno 24. Non possiamo naturalmente osservare la coppia in quel momento, ma prima che sorga il Sole, attorno alle 6, è assolutamente da non perdere lo spettacolo vicino all’orizzonte orientale dell’allineamento formato da Mercurio, Marte e Spica, dove Marte si trova al centro della triade e sotto una sottilissima falce di Luna (v. Mercurio). Questo allineamento è particolarmente interessante soprattutto per i suoi colori: più alta sull’orizzonte fa da capofila Spica di colore azzurro, segue poi la luce rosso-arancio di Marte e chiude la sequenza il puntino bianco di Mercurio, il tutto poi con la presenza di una Luna quasi “spenta” vicino a Marte, come a voler cedere il palcoscenico alla triade.
Il cielo di novembre 2019
Il cielo di novembre 2019
Il cielo di novembre 2019Giove dopo undici mesi abbandona l’Ofiuco e il 17 novembre si trasferisce nella costellazione del Sagittario. Lo si vede in media per quasi un’ora e mezza dopo il tramonto del Sole, un tempo che si sta riducendo gradualmente perché Giove è diretto verso il punto di congiunzione col Sole che raggiungerà il 27 dicembre. Questo significa che i suoi orari di alba e tramonto sono sempre più simili a quelli della nostra stella con ovvie ripercussioni sulla visibilità. In novembre però gli appuntamenti con Giove non mancano e già il giorno 1, prima di tramontare, possiamo vederlo trascinare verso l’orizzonte occidentale la Luna e Saturno, perfettamente allineati al suo seguito. Il 24 possiamo osservarlo invece accanto a Venere col quale nel pomeriggio è andato in congiunzione (v. Venere). Giove e Venere sono i pianeti più brillanti del Sistema Solare e dunque avere la possibilità di vederli così vicini è un appuntamento da non mancare, anche se richiede il versante occidentale libero da ostacoli e puntualità da parte nostra dato che dura solo una mezz’ora. Altra visione da non perdere è poi quella del 28 novembre quando Giove tramonta insieme a Venere e a una sottile falce di Luna crescente. La triade forma un raggruppamento molto suggestivo dato che i due pianeti pieni di luce ospitano nella distanza che li separa una Luna ancora in gran parte buia. Altri due allineamenti ci attendono poi il 29 e il 30 novembre quando Giove continua a fare da capofila nel tramonto a Venere, Saturno e alla Luna, sempre più alta in cielo.
Il cielo di novembre 2019Saturno è stabile nel Sagittario e fra i pianeti visibili a occhio nudo, è quello che dimora più a lungo nel firmamento con una media di tre ore dopo il tramonto del Sole. Gli appuntamenti che lo interessano avvengono all’inizio e alla fine del mese. L’1 novembre chiude l’allineamento con la Luna prossima al primo quarto e con Giove, mentre il giorno seguente, il 2, viene raggiunto dal nostro satellite che poco dopo l’alba del Sole, lo occulta. Non possiamo naturalmente vedere l’occultazione, ma alla sera troviamo i due corpi celesti ancora abbastanza vicini con Saturno dalla parte illuminata della Luna. Gli stessi appuntamenti si ripetono il 29 novembre quando Saturno è di nuovo allineato con la Luna e Giove, ma alla triade si aggiunge Venere che si trova poco sopra a Giove, il primo dei quattro a tramontare. Un’ora prima della mezzanotte, Saturno è di nuovo in congiunzione con la Luna, ma i due corpi celesti sono già sotto l’orizzonte. Se qualcuno infine si perde l’allineamento del 29, ha una seconda occasione il 30 novembre quando i tre pianeti e la Luna si ripresentano in sequenza sul versante occidentale, con l’unica differenza che stavolta è la Luna e non più Saturno a chiudere la fila dall’alto.
Il cielo di novembre 2019
Il cielo di novembre 2019
Il cielo di novembre 2019Dei restanti pianeti, osservabili solo al telescopio, Urano è stazionario nell’Ariete al confine con i Pesci e grazie all’opposizione del 28 ottobre si lascia vedere per tutta la notte. All’alba del giorno 11, dopo essere da poco tramontato, va in congiunzione con la Luna. Possiamo vedere la coppia alla sera quando sorge e si presenta con la Luna ormai quasi piena che splende 5° gradi più sotto al pianeta.
Il cielo di novembre 2019Nettuno infine si mantiene nella costellazione dell’Acquario e anch’esso è visibile per tutta la notte beneficiando ancora degli effetti dell’opposizione del 10 settembre. In particolare il 7 novembre, poco prima dell’alba, va in congiunzione con la Luna, ma l’incontro avviene sotto l’orizzonte. Come per Urano dobbiamo attendere il calare della sera per vedere la Luna ormai illuminata per oltre metà disco che brilla 4° gradi più sotto a Nettuno.
Il cielo di novembre 2019Mercurio trascorre il mese nella costellazione della Bilancia e novembre è sicuramente il mese di questo pianeta perché l’11 possiamo assistere al suo transito sul Sole, un evento che si ripete tredici volte in un secolo. La sezione Fenomeno del mese riporta tutti i dettagli dell’appuntamento che, meteo permettendo, è assolutamente da non perdere, mentre ora vediamo quali sono le altre date significative per il pianeta e che sono tutte successive al transito. In questa sede diciamo solo che il transito è una particolare congiunzione inferiore col Sole, nel senso che questa configurazione in cui Mercurio si posiziona fra la Terra e il Sole, avviene lo stesso giorno del passaggio del pianeta al nodo ascendente, il punto di intersezione dell’orbita di Mercurio con la nostra, l’eclittica. La contemporaneità dei due eventi fa sì che l’allineamento con la Terra sia perfetto e Mercurio attraversi così l’enorme disco solare posto sullo sfondo. Cinque giorni dopo, il 16, Mercurio passa invece per il perielio, ovvero nel punto più vicino al Sole e che si trova a 46 milioni di chilometri di distanza. Il 20 novembre poi il suo moto torna a essere stazionario diretto, ovvero il pianeta inverte apparentemente la sua direzione di marcia e si muove da ovest verso est. Parliamo di inversione apparente perché questo movimento del pianeta è la conseguenza del suo moto reale combinato con quello appunto apparente dovuto alla nostra prospettiva terrestre. Supponendo per il momento che la Terra sia ferma, ciò che accade a Mercurio – pianeta inferiore, o interno, insieme a Venere – è quanto segue. Mercurio, ruotando intorno al Sole, si trova a un certo punto davanti a esso e allineato con la Terra (cioè in congiunzione inferiore, l’evento dell’11 novembre) e, dopo un certo periodo, sempre allineato con la Terra ma dietro a esso (congiunzione superiore che accadrà il 10 gennaio 2020). Le due posizioni vengono ripetutamente raggiunte. Dalla Terra, il girare intorno al Sole di Mercurio viene percepito come un andare “avanti e indietro” rispetto a due punti limite, situati l’uno a est e l’altro a ovest, oltre i quali Mercurio sembra non potersi allontanare di più. Questo andare avanti e indietro è ciò che corrisponde al moto diretto (da ovest verso est) e al moto retrogrado (da est verso ovest), mentre i due punti limite corrispondono alle cosiddette massime elongazioni est e ovest, che altro non sono che le distanze angolari del pianeta dal Sole viste dalla Terra. Il 28 novembre Mercurio raggiunge la massima elongazione ovest, si trova dunque nel punto prospetticamente più lontano dalla stella sul versante occidentale, che questo mese presenta un’apertura angolare di 20,1°. In questo ragionamento abbiamo però ipotizzato che la Terra sia ferma ma come sappiamo, anch’essa procede sulla sua orbita e proprio il suo viaggiare, unito alla velocità diversa rispetto a quella di Mercurio, è il motivo per cui l’inversione del moto del pianeta non avviene lo stesso giorno del raggiungimento delle massime elongazioni, bensì un po’ dopo la massima elongazione est e un po’ prima della massima elongazione ovest.
Il concetto non è semplice da visualizzare, ma si tratta fondamentalmente di un raggiungimento e di un successivo superamento reciproco dei due pianeti. In questo superarsi a vicenda, c’è qualche giorno in cui Mercurio e la Terra viaggiano affiancati, col risultato che Mercurio ci sembra fermo in cielo, ossia stazionario.
E fra il ritorno al moto diretto e l’arrivo alla massima elongazione ovest, Mercurio ci offre la sua visione anche in contesti di tipo estetico. Il 24 infatti sorge sul far del mattino allineato a Marte e a Spica, la stella principale della costellazione della Vergine (v. Marte), mentre il 25 novembre nel cuore della notte va in congiunzione con la Luna di cui si vede illuminato solo il bordo orientale perché è ormai imminente la fase nuova. Mercurio di notte non è mai visibile, ma all’alba possiamo osservare la coppia ancora vicina e rivedere la sequenza allineata di Mercurio, Marte e Spica.
Il cielo di novembre 2019
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-- Immagini: https://stellarium.org/it/ | www.storiedelcielo.it --

 

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 Costellazioni

Le costellazioni che culminano in novembre nella fascia oraria 21.00-24.00 sono Andromeda, i Pesci, la Balena e il Triangolo.
La mappa a inizio pagina rappresenta il cielo alle 23.00 del 15 novembre, mentre la figura seguente mostra la simulazione del movimento della volta celeste dalle 23.00 dell’1 novembre alle 23.00 del 30.

Il cielo di novembre 2019

-- Animazione ottenuta col SW Cartes du Ciel --

 

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 Passaggi della ISS

Il cielo di novembre 2019Nel mese di novembre la Stazione Spaziale Internazionale passa sopra di noi durante le ore di buio 37 volte. I passaggi avvengono prima dell’alba dall’1 al 14 novembre e, dopo un periodo di invisibilità di una settimana, riappare il 20 dopo il tramonto. Ricordiamo inoltre che dal 20 luglio la Stazione ospita il nostro astronauta Luca Parmitano, che come italiano assume per la prima volta il ruolo di comandante della ISS. Luca è impegnato nella missione Beyond e anche questo mese cogliamo l’occasione per salutarlo e augurare a lui e al suo team un buon soggiorno nello spazio oltre che naturalmente un buon lavoro.

-- immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Luca_Parmitano_EMU.jpg --

 

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Fenomeno del mese: 11 novembre: Transito di Mercurio sul Sole

Il cielo di novembre 2019Nel pomeriggio di lunedì 11 novembre, il più piccolo pianeta del Sistema Solare, nonché il più vicino al Sole, si trova ad “attraversare”, per così dire, il disco stellare: è il transito di Mercurio sul Sole, un evento che si verifica tredici o quattordici volte in un secolo. Si è soliti definire in questi termini la ciclicità del fenomeno perché, a causa dell’orbita fortemente eccentrica (allungata) di Mercurio, la periodicità risulta irregolare e va da un minimo di tre anni e mezzo a un massimo di trentatré. Il transito del 2019, meteo permettendo, è assolutamente da non perdere perché il prossimo sarà fra ben tredici anni, nel 2032. Diciamo subito però che il fenomeno è visibile solo con uno strumento (telescopio o binocolo), opportunamente dotato di filtro solare. E’ doveroso sottolineare l’importanza di questo accessorio perché guardare direttamente il Sole attraverso una lente d’ingrandimento, brucia all’istante la retina provocando la cecità permanente. Chi non dispone di alcuno strumento, può comunque godersi lo spettacolo partecipando a uno dei numerosi eventi pubblici organizzati per l’occasione, oppure può assistere alle dirette streaming presenti sul web. Al termine, diamo qualche riferimento.
Restando in tema di periodicità, i transiti di Mercurio si verificano solo in maggio e in novembre, con novembre che la fa da padrone in termini di frequenza, la quale risulta quasi doppia rispetto a maggio. Il motivo della numerosità più elevata lo vedremo fra poco, perché per comprenderlo è necessario sapere prima che cos’è un transito planetario. Un transito è innanzitutto il passaggio di un pianeta davanti al Sole e questo è possibile solo per due pianeti, Mercurio e Venere, perché sono quelli la cui orbita è interna alla nostra. I passaggi davanti al Sole, le cosiddette congiunzioni inferiori dove il pianeta si interpone fra noi e la stella, sono configurazioni tutto sommato abbastanza frequenti, almeno per Mercurio che avendo l’orbita più piccola del Sistema Solare, ha anche il percorso più breve rispetto agli altri pianeti. Nel 2019 per esempio ne abbiamo avuta una in marzo, una in luglio e ora in novembre, ma per avere un transito vero e proprio, deve verificarsi in contemporanea un’altra circostanza: il passaggio del pianeta al nodo, cioè nel punto di intersezione della sua orbita con la nostra, l’eclittica. In questo modo, i due corpi celesti sono perfettamente allineati. Nel caso invece della sola congiunzione inferiore, poiché le orbite dei pianeti non sono complanari, l’allineamento è come “sfasato”: Mercurio, la cui orbita peraltro è la più inclinata di tutte con circa 7° di deviazione dall’eclittica, potrebbe trovarsi fra noi e il Sole ma in un punto più in alto o più in basso rispetto a dove si trova la Terra, così che nessun effetto visivo particolare ha luogo. Invece, il passaggio di un pianeta interno al nodo in occasione di una congiunzione inferiore, dà luogo a un transito che visivamente si traduce nell’immagine del pianeta che attraversa l’enorme disco solare sotto forma di piccolo dischetto nero. Il transito planetario infatti è l’unico fenomeno che ci permette di renderci conto concretamente dell’immensità del Sole, cioè di una stella, rispetto a un pianeta.
Il motivo per cui i transiti di Mercurio sono più frequenti a novembre rispetto a maggio, è legato al fatto che in novembre Mercurio è solito trovarsi al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, mentre in maggio si trova alla massima distanza, l’afelio. Per mantenere l’equilibrio gravitazionale con l’immensità del Sole, che ha una massa sette milioni di volte più grande, Mercurio quando gli passa vicino è costretto a orbitare molto più velocemente di quando è all’afelio. Ora, la maggior velocità nei pressi del perielio aumenta la probabilità che Mercurio passi al nodo in occasione della congiunzione inferiore. Al contrario, in maggio Mercurio si muove più lentamente riducendo così questa probabilità. Anche se più frequenti, i transiti di novembre hanno però lo svantaggio – comunque non grave – di essere più brevi per via della maggior velocità acquisita al perielio e inoltre Mercurio appare sensibilmente più piccolo perché, è sì più vicino al Sole, ma di conseguenza è più distante da noi, col risultato che se in maggio ha una dimensione di 12 secondi d’arco, in novembre si riduce a 10. Stiamo parlando di valori estremamente piccoli se pensiamo che il Sole ha una diametro apparente di 32’, corrispondenti a 1920 secondi d’arco; occorre cioè mettere in fila 192 dischetti di Mercurio per fare il diametro del Sole. Ecco perché per osservare il transito di Mercurio, ma anche di Venere, occorre un telescopio o un binocolo.
Un altro dettaglio dei transiti di Mercurio riguarda i nodi che sono di due tipi: ascendente quando il pianeta prosegue il suo viaggio attorno al Sole al di sopra dell’eclittica e discendente quando invece continua il suo percorso standone al di sotto. I transiti di novembre avvengono tutti durante il passaggio al nodo ascendente, viceversa quelli di maggio.
Il fenomeno infine è visibile in ogni parte del mondo in cui il Sole sia sorto, ma poiché dura alcune ore, non è detto che si riesca a osservare nella sua completezza, cioè da quando inizia a sovrapporsi al disco solare a quando ne esce. In Italia infatti non possiamo vedere l’uscita perché il Sole tramonta prima mentre, se abbiamo l’orizzonte occidentale privo di ostacoli, facciamo in tempo a catturare la fase massima, cioè quando Mercurio si trova al centro della traiettoria che taglia il disco solare.
Il cielo di novembre 2019
 -- Immagini: www.storiedelcielo.it -- 

 

Il cielo di novembre 2019E prima di passare all’agenda dell’11 novembre, conosciamo un po’ meglio il piccolo Mercurio.
Questo pianeta è infatti di taglia XS rispetto ai suoi fratelli del Sistema Solare. Il suo diametro non raggiunge i cinquemila chilometri, vale a dire che misura poco meno della distanza in linea d’aria fra Dublino e New York. O, restando in ambito cosmico, è appena un po’ più grande della Luna.
Come abbiamo detto inoltre è il pianeta più vicino al Sole e, a causa della sua orbita che si presenta come un’ellisse molto allungata, la sua distanza dalla stella, che occupa uno dei due fuochi dell’ellisse, varia da 46 milioni di chilometri quando è al perielio a 70 milioni quando è all’afelio. Queste differenze hanno ripercussioni anche sulla velocità che va da 39 km/s all’afelio a 59 km/s quando Mercurio passa per il perielio.
Mercurio, fatto di roccia e ferro sia fuso che liquido, è anche molto leggero, essendo la sua massa venti volte più piccola di quella della Terra. Non possiede atmosfera e questo fa sì che il calore non si distribuisca in maniera omogenea sulla superficie del pianeta, tant’è che Mercurio presenta un’escursione termica fra l’emisfero diurno e quello notturno eccezionale: il giorno su Mercurio raggiunge una temperatura di 430°C, mentre la notte scende a 190° sotto zero. In pratica fra il giorno e la notte c’è uno sbalzo termico di 620°C! Oltretutto se mai fosse possibile vivere su Mercurio, l’alternarsi del giorno e della notte è ben lontano dalle nostre ventiquattro ore: Mercurio infatti impiega due mesi dei nostri a compiere una rotazione completa su sé stesso. Per ruotare attorno al Sole invece, impiega circa tre mesi terrestri, il che significa che un anno su Mercurio dura un giorno e mezzo dei suoi. In termini di alternarsi del giorno e della notte però la questione si complica, perché la rotazione estremamente lenta su se stesso rispetto a quella attorno al Sole, fa sì che il “mezzogiorno” di Mercurio, inteso come il momento in cui il Sole è alla massima altezza sull’orizzonte, scocchi al 44° giorno (terrestre), cioè dopo metà del suo anno, mentre la mezzanotte arriva solo al 132° giorno (terrestre), cioè dopo un anno e mezzo mercuriano. Insomma vivere su Mercurio sarebbe davvero molto complicato per un terrestre!
Su Mercurio infine non ci sono stagioni perché il suo asse di rotazione non è inclinato rispetto all’asse dell’orbita. Quest’ultima invece è inclinata di ben 7° rispetto all’eclittica, l’orbita terrestre, e questo è il valore più alto nel Sistema Solare.

-- Immagine: https://phys.org/news/2015-02-important-planet-mercury.html --

 

Agenda dell’11 novembre 2019

13:30 I contatto: Mercurio, 24° sopra l’orizzonte, tocca col bordo occidentale del suo disco il bordo orientale del disco solare.
13:31 II contatto: anche il bordo orientale del disco di Mercurio tocca il bordo orientale del disco solare. Ora l’intero disco di Mercurio è “nel” Sole.
15:51 Mercurio è al nodo ascendente: interseca l’eclittica. E’ 8,5° sopra l’orizzonte, dunque inizia già a essere basso.
16:17 Fase massima del transito: Mercurio è a metà del suo percorso lungo il disco solare. E’ a meno di 5° dall’orizzonte. Per vederlo è indispensabile non avere ostacoli sul versante ovest.
16:52 Il Sole tramonta: qui si interrompe per noi l’evento, dopo 3 ore e 22 minuti.
18:57 III contatto (non visibile): il bordo orientale del disco di Mercurio tocca il bordo occidentale del disco solare.
18:58 IV contatto (non visibile): Mercurio esce completamente dal disco solare toccando col bordo occidentale del suo disco il bordo orientale del disco del Sole. Fine del fenomeno. Durata complessiva: 5 ore e 28 minuti.

 

Diretta streaming dal Telescopio Nazionale Galileo, Isola di La Palma, Canarie

Eventi pubblici in Italia a cura dell'Istituto Nazionale di Astrofisica

 

Eventi pubblici a Bologna

 

 


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Dati osservativi

 

 Sole

Immagine: www.media.inaf.it

ORARI DI ALBA E TRAMONTO ALLA LATITUDINE DI BOLOGNA                               
 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30  
 VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB  
Sorge 06.51 06.53 06.54 06.55 06.57 06.58 07.00 07.01 07.02 07.04 07.05 07.06 07.08 07.09 07.10 07.12 07.13 07.14 07.16 07.17 07.18 07.19 07.21 07.22 07.23 07.24 07.25 07.27 07.28 07.29  
Tramonta  17.04 17.03 17.02 17.00 16.59 16.58 16.56 16.55 16.54 16.53 16.52 16.51 16.50 16.49 16.48 16.47 16.46 16.45 16.44 16.43 16.42 16.41 16.41 16.40 16.39 16.39 16.38 16.38 16.37 16.37  
-- Fonte: U. S. Naval Observatory –-                                                              

 

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 Luna

Immagine: www.media.inaf.it

FASI LUNARI    
Primo Quarto Piena Ultimo Quarto Nuova
     
  4 Novembre 12 Novembre 19 Novembre 26 Novembre
Ora fase 11.23 14.34 22.11 16.06
Sorge  13.48 17.10 23.22 06.53
Tramonta  23.27 06.38 13.15 16.50
 -- Fonte: U. S. Naval Observatory –-        

 

Immagine: www.media.inaf.it

PERIGEO E APOGEO LUNARI  
Apogeo Perigeo
 

7

Novembre

23

Novembre

Ora 09.37 08.54
Distanza  405.059 km 366.720 km
  -- Fonte: astrosurf.com/cosmoweb –-    

 

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 Pianeti

VENERE 

Il cielo di novembre 2019

-- Immagine: www.heavens-above.com --

 1

Novembre

15

Novembre

30

Novembre

Costellazione Bilancia Ofiuco Sagittario
Sorge  08.43 09.18 09.47
Transita  13.22 13.40 14.03
Tramonta  18.00 18.02 18.19
Magnitudine  -3,9 -3,9 -3,9
Diametro  10,8" 11,2" 11,7"
Percentuale illuminata  94% 91% 89%
Distanza dalla Terra al transito  1,5635 UA 1,5075 UA 1,4406 UA
AR ore 23.00  15h49m59,3s 17h03m45,3s 18h25m20,0s
DE ore 23.00  -20°25'40" -23°44'28" -24°46'14"
Visibilità indicativa del pianeta  Per mezz’ora dopo il tramonto del Sole Per tre quarti d’ora dopo il tramonto del Sole Per poco più di un’ora dopo il tramonto del Sole
-- Dati ottenuti col SW Cartes du Ciel, orari da U. S. Naval Observatory --    

 

MARTE

Il cielo di novembre 2019

-- Immagine: www.heavens-above.com --

1

Novembre

15

Novembre

30

Novembre

Costellazione Vergine Vergine Vergine
Sorge  05.04 04.57 04.50
Transita  10.42 10.21 09.59
Tramonta  16.19 15.44 15.08
Magnitudine  1,8 1,8 1,7
Diametro  3,7" 3,8" 3,9"
Percentuale illuminata  99% 98% 98%
Distanza dalla Terra al transito  2,5375 UA 2,4729 UA 2,3916
AR ore 23.00  13h08m49,9s 13h43m04,8s 14h20m52,0s
DE ore 23.00  -06°25'04" -09°53'00" -13°22'03"
Visibilità indicativa del pianeta  Per poco più di un’ora prima dell’alba del Sole Per quasi due ore prima dell’alba del Sole Per due ore prima dell’alba del Sole
 -- Dati ottenuti col SW Cartes du Ciel, orari da U. S. Naval Observatory --    

 

GIOVE

Il cielo di novembre 2019

-- Immagine: www.heavens-above.com --

1

Novembre

15

Novembre

30

Novembre

Costellazione  Ofiuco  Ofiuco  Sagittario
Sorge  10.40 09.58 09.13
Transita  15.04 14.21 13.36
Tramonta  19.28 18.45 17.59
Magnitudine  -1,9 -1,9 -1,9
Diametro  33,3" 32,6" 32,0"
Percentuale illuminata  100% 100% 100%
Distanza dalla Terra al transito  5,9090 UA 6,0414 UA 6,1439 UA
AR ore 23.00  17h30m39,3s 17h42m54,9s 17h57m00,4s
DE ore 23.00  -23°04'23" -23°12'47" -23°17'46"
Visibilità indicativa del pianeta  Per quasi due ore dopo il tramonto del Sole Per un’ora e mezza dopo il tramonto del Sole Per quasi un’ora dopo il tramonto del Sole
-- Dati ottenuti col SW Cartes du Ciel, orari da U. S. Naval Observatory --   

 

SATURNO

-- Immagine: www.gizarastro.it/Immagini.html --

1

Novembre

15

Novembre

30

Novembre

Costellazione Sagittario Sagittario Sagittario
Sorge  12.12 11.21 10.27
Transita  16.39 15.49 14.56
Tramonta  21.07 20.17 19.24
Magnitudine  1,3 1,3 1,4
Diametro  16,0" 15,7" 15,5"
Percentuale illuminata  100% 100% 100%
Distanza dalla Terra al transito  10,3929 UA 10,0388 UA 10,0374
AR ore 23.00  19h06m00,8s 19h10m40,5s 19h16m40,4s
DE ore 23.00  -22°26'17" -22°19'53" -22°10'33"
Visibilità indicativa del pianeta Per tre ore e mezza dopo il tramonto del Sole Per quasi tre ore dopo il tramonto del Sole Per poco più di due ore dopo il tramonto del Sole
-- Dati ottenuti col SW Cartes du Ciel, orari da U. S. Naval Observatory --   

 

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 Calendario dei principali fenomeni celesti di novembre 2019

 GIORNO ORA EVENTO
1 18.30 Allineamento Giove, Luna, Saturno
2 07.30 Congiunzione Luna – Saturno 1,0°S (occultazione). Coppia visibile dalle 17.30
4 11.23 Luna al primo quarto
7 06.19 Congiunzione Luna – Nettuno 4,3°S. Coppia visibile dalle 18.00
7 09.37 Luna all’apogeo 405.059 km
8 15.32 Congiunzione Marte - Spica 3,1°N. Coppia visibile dalle 05.30
9 11.30 Congiunzione Venere - Antares 4,0°N. Coppia non visibile
11 06.32 Congiunzione Luna – Urano 4,9°S. Coppia visibile dalle 18.00
11 14.51 Mercurio al nodo ascendente
11 16.17 Transito di Mercurio sul Sole (congiunzione inferiore)
12 14.34 Luna piena
13 22.49 Congiunzione Luna – Iadi (Delta Tau) 0,7°N (occultazione)
14 06.39 Congiunzione Luna – Aldebaran 2,6°N
16 06.50 Mercurio al perielio 0,307493 UA
17 13.53 Congiunzione Luna – Polluce 6,3°S. Coppia visibile dalle 22.00
18 12.47 Congiunzione Luna – Presepe (M44) 0,0°N (occultazione). Coppia visibile dalle 22.30
19 22.11 Luna all’ultimo quarto
19 23.38 Congiunzione Luna – Regolo 3,2°N. Coppia visibile dalla mezzanotte
20 20.29 Mercurio stazionario moto diretto
23 08.54 Luna al perigeo 366.720 km
24 06.00 Allineamento Mercurio, Marte e Spica
24 10.02 Congiunzione Luna – Marte 3,6°N. Coppia visibile dalle 05.30
24 14.57 Congiunzione Giove – Venere 1,4°N. Coppia visibile dalle 17.15
25 02.43 Congiunzione Luna – Mercurio 1,5°N. Coppia visibile dalle 06.00
26 16.06 Luna nuova
28 11.02 Congiunzione Luna – Giove 0,0°N (occultazione). Coppia visibile dalle 17.30
28 11.19 Mercurio alla massima elongazione ovest 20,1°
28 17.15 Raggruppamento Luna, Venere e Giove
28 20.24 Venere all’afelio 0,7282 UA
28 21.09 Congiunzione Luna – Venere 1,3°N. Coppia visibile dalle 17.30
29 17.30 Allineamento Giove, Venere, Luna, Saturno
29 23.08 Congiunzione Luna – Saturno 1,4°S. Coppia visibile dalle 17.30
30 17.30 Allineamento Giove, Venere, Saturno, Luna
-- fonte: astrosurf.com/cosmoweb | storiedelcielo.it –   

 

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 Passaggi della ISS

Il cielo di novembre 2019In tabella si segnalano i passaggi della ISS per fasce orarie di un'ora e mezza.
Gli orari esatti dei transiti possono essere verificati registrandosi sul sito www.heavens-above.com oppure osservando la posizione in tempo reale sul sito http://www.n2yo.com/.
Le scritte evidenziate indicano i transiti più brillanti della Stazione (m > -3,0), mentre quelle in corsivo indicano i passaggi più lunghi (> 5 minuti).

Foto ISS: http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/station/assembly/ndxpage1.html

 

Fascia oraria    PASSAGGI DELLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE (ISS)
 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30  
VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB  
03.45-05.15 ISS ISS ISS ISS ISS ISS ISS ISS - ISS ISS ISS - ISS - - - - - - - - - - - - - - - -  
05.15-06.45 ISS - ISS - ISS - ISS ISS ISS ISS ISS - ISS - - - - - - - - - - - - - - - - -  
16.45-18.15 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ISS ISS ISS ISS ISS ISS ISS ISS ISS  
18.15-19.45 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ISS ISS - ISS - ISS - ISS - ISS -  

 

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